“Tutti i principi sono sempre presenti, anche se identifico (scelgo) un principio guida. Tutte le pratiche contengono a loro volta le altre.”

Dare forma allo spazio: (relazione: spazio dello spazio e spazio del corpo)

Si considera: forma della stanza nella sua planimetria e nella sua tridimensionalità, quindi l’arredo, i livelli, il percorso/lo spostarsi del peso, il disegno del corpo nello spazio e sulla scena. La presenza di un corpo (anche inteso come oggetto/elemento) anima lo spazio. I contagi tra gli elementi, le intuizioni, il gesto, mutano la scena, non solo il contesto ma anche la condizione, lo stato degli elementi presenti e le relazioni tra loro.

“Si definisce movimento quando cambiano le relazioni tra le parti di un corpo. Lo sguardo è movimento”

Osservazioni: Nella pratica che studia e approfondisce (immersioni) la relazione tra corpo e spazio, la prima tendenza è quella di approcciare uno sguardo più interiore quando invece lavorando sul movimento si ha la tendenza a proiettare il corpo verso l’esterno e quindi nello spazio.

La presenza tattile e gestuale del corpo in movimento in relazione allo spazio in cui si trova, genera immagini architettoniche, fantasmi (memorie di corpi, contagi che ci permettono di riconoscere/definire un luogo e che creano ingombri invisibili, relazioni al di là dello spazio)

Cosa vede l’altro? Ho una relazione reale con la realtà? Con chi mi osserva?”

Consideriamo l’altro da noi, ovvero l’altro corpo/forze/energie (fisiche o immaginifiche) che si genera da un corpo vivo, dinamico, in uno spazio, in relazione con ciò che esiste al di fuori di sé e all’interno di sé. Scopriamo che ciò che precede determina ciò che segue e non si è mai solo noi (inteso come Io-corpo) che agiamo sulla scena o sul nostro stesso corpo.

Consideriamo le relazioni con lo spazio: un’apertura, un vuoto, come un pieno mentre le pareti, il pavimento, il soffitto (un pieno), come un vuoto. Troviamo un appoggio perché decidiamo di usufruirne, mai perché il peso o la stanchezza guidano il corpo inattivo che subisce passivamente l’azione/il movimento.

Agire sulla scena, nella scena, su di un corpo, in un corpo.

Scoperte: Riempire la stanza la fa sembrare più grande, ne amplia le possibilità.

Il corpo e lo spazio sono uno lo strumento dell’altro, si potrebbe ipotizzare un “dialogo”(?).

Il movimento è sempre in relazione allo spazio.

Definizioni: spazio, corpo, movimento, appoggio, gesto, peso, scena, piani dello spazio, piani del corpo, assi, livelli, relazioni, immersioni (studio nel piccolo, nel dettaglio)

Assi attraverso i piani: Assi verticali e diagonali attraverso i piani del corpo e dello spazio.

Partendo dalla posizione eretta ascoltiamo come il peso è distribuito nel corpo e cerchiamo la verticalità in base al nostro asse che, passando dal baricentro, cade perpendicolare al piano di appoggio.

Cerco uno stato di neutralità, non inattivo ma di quiete, in continuo scambio e ascolto con il mondo che mi circonda.

Mi oppongo alla forza di gravità, percepisco la spinta verso l’alto nella colonna, data dalla spinta nel suolo delle gambe. Osservo come questa ricerca modifichi le piante dei piedi. Decido di agire in piccole variazioni di peso nella pianta, simmetriche, a specchio o opposte e ascolto come si modifica la colonna.

Osservazioni: Scelgo un asse in base ai piani presenti nel corpo e alla loro proiezione nello spazio. A seconda che la mia scelta sia di agire in una direzione e su un piano verticale, orizzontale o diagonale, è il punto del corpo da cui ha avuto origine il movimento a guidare la struttura nella sua modifica e lo spostamento del corpo nello spazio.

Nell’agire diagonale notiamo una maggiore dinamicità, data da associazioni di immagini e forme, ma anche dall’ampliamento delle possibilità nelle direzioni e delle qualità. Scopriamo la necessità di una dinamica di tempo, compiendo accelerazioni e rallentamenti nel movimento, ritrovando talvolta quella quiete iniziale che è diventata una sospensione (come un respiro).

Anche nel lavoro a terra, ritrovo la mia verticale rispetto all’asse orizzontale del suolo.

Scoperte: Dalla diagonale nasce la curva e la spirale, come un cambio graduale di peso e piani.

Tracciare il percorso nello spazio: segno, incidere, portare, tirare, impronta, riempire, svuotare.

“Il baricentro come la sfera della penna a sfera”

Osservazioni: Angolo

Curva → inclinazione

Dinamica ↔ diagonale

Un corpo molle o uno rigido sono la stessa cosa, bisogna essere elastici.”

Spinta

Impronte come punti della linea tirata

Il timone della barca

Accelerazione e rallentamento → dinamica

Gioco di velocità → ritmo tempo

Scoperte: Non può esserci un passaggio netto da una curva ad una retta senza creare un angolo.

Punto d’origine: punto guida come forza-vettore (percorso, direzione, perno), gioco dei pesi, equilibri e articolazioni.

Luogo (non in termini anatomici) dove ha origine il movimento (cambio di relazioni tra le parti di un corpo)

Togliere un’appoggio: definito un corpo in uno dato spazio ne studio il peso, il baricentro e quindi gli appoggi. Stabilito quale sia la relazione tra i punti d’appoggio, determino quale è il peso portante e decido di spostare un punto d’appoggio discriminante (ovvero che implica uno modifica del baricentro nel corpo e quindi ne sconvolge la struttura).

Osservazioni: Andando a spostare un punto d’appoggio discriminante, ha vita una riorganizzazione del corpo. La struttura si modifica in base al percorso del punto discriminante, diventato punto guida, e secondo una trasmissione del principio fisico del movimento all’interno della rete di punti nel corpo. In altro modo, si riorganizza il corpo e di conseguenza gli appoggi, rigenerando l’origine del movimento, il principio fisico portante.

Scoperte: Trasmissione: come evoluzione di fluidità/flusso

riorganizzazione del corpo (movimento: cambi di relazione tra le parti) e rigenerazione continua del punto/movimento d’origine (ciò che precede determina ciò che segue).

Punto guida: frammentazione (fuori dall’unità)

Sdraiato al suolo osservo i punti di appoggio e dove invece trovo un vuoto. Percepisco la forza di gravità e lascio reagire spontaneamente il corpo, le articolazioni. Ritrovo la verticale nel piano orizzontale del pavimento. Scelgo un punto nel corpo come guida nel movimento, ne traccio il percorso e osservo come grazie alla trasmissione tutto il resto del corpo si riorganizza in reazione a quel fenomeno.

Osservazioni: il punto guida corrisponde ad una precisa zona del corpo, non in quanto termine anatomico, ma in quanto area coinvolta del movimento e guida di esso. Tutto il resto del corpo apparentemente segue lasciandosi trasportare, agendo una riorganizzazione spesso nella spirale della colonna

Il corpo ha una sensibilità e una memoria, lui stesso sa come agire. Spesso lo contraddiciamo e ci opponiamo.”

Punto guida nella spirale: Sia nel lavoro al suolo che nella verticale, scegliamo la spirale come principio di origine del movimento, che di conseguenza influenza il percorso del punto guida, ma non limita le possibilità di dinamica.

Osservazioni: Il punto guida è in continuo scambio per non interrompere il movimento, si trasmette nel corpo da un punto all’altro arrivando a rendere l’impressione che nessuno dei punti preceda gli altri.

Nel rendere più evidente il punto guida, osservo che ci sono forze opposte alla direzione scelta. È nell’ascolto di quella opposizione che riconosco il punto guida.

Opposizione delle forze: sciarpa: “il resto non segue, si oppone e trascina sotto.” (come due punti opposti in un cerchio)

Osservazioni: “proiezioni oltre il suolo e lo spazio” → la spinta nel punto d’appoggio genera una forza in opposizione che si trasmette nel corpo fino ad un punto vertice che diventa punto guida.

L’opposizione del corpo rispetto alla direzione del punto guida segue la direzione della spinta nell’appoggio, ma non converge in quell’unico punto nello spazio.

“Muovo fuori asse il baricentro e seguo il movimento d’inerzia che si genera fino a riottenere/ritrovare un equilibrio, una quiete.”

La sensazione di disequilibrio è una forma di equilibrio tra le forze guida e quelle in opposizione ad esse. Quando una delle due prevale sull’altra il baricentro, grazie alla forza peso, diviene punto guida nel corpo in movimento.

– il baricentro non è punto anatomico e non corrisponde alla massa.

Forze gravitazionali

Definizioni: Baricentro: “luogo di incontro delle forze gravitazionali” ovvero punto specifico in cui agisce la forza peso, punto di equilibrio/azione.

Scoperte: “Disequilibrio”→ muovere il baricentro comporta un disequilibrio della forza peso all’interno della struttura del corpo, di conseguenza impone un cambiamento e quindi un movimento. Si modifica la relazione del corpo nello spazio e quindi cambiano i suoi appoggi.

Rigenerare o riprodurre il disequilibrio genera un flusso costante e dinamico, in relazione alle opposizioni e al punto guida insiti nel movimento.

È più evidente l’opposizione nelle estremità del corpo.

Quando il peso trova l’equilibrio e quando non farglielo trovare…”

Architettura e dettaglio nello spazio: ovvero il dettaglio che diventa punto guida nella trasmissione delle forze

Collegamenti: La relazione con lo spazio e il passaggio da una pratica ad un’altra, aumenta le possibilità della danza. Scomponiamo per scoprire gli elementi, “allargare la maglia e scorgere i fili più sottili della matassa”, per poi associarli liberamente.

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