Oggi abbiamo lavorato con Matteo De Blasio nella ricerca di un corpo inorganico.

“Dialogo tra spontaneità e impulsi interno al corpo: osservare dove risiede la scelta mentale e quando interviene, in relazione a quando il corpo è libero di agire, fare ciò che vuole, dove vuole. Intervallare la scelta e l’abbandono.”

Un corpo non più inteso come materia viva, organica composta di elementi biologici, ma un corpo inteso come oggetto, composto di materia inorganica, inerte.
Non lo riconosciamo più come uomo, come forma anatomica, come conosciuto, ma come un elemento interamente nuovo e da scoprire.

Le azioni possibili da compiere su di un oggetto inerme sono le più svariate, approcciandosi nuovamente ad esso come dei bambini che scoprono il mondo e la vita stessa:

  • premere
  • strusciare
  • carezzare
  • grattare
  • mordere
  • leccare
  • torcere
  • scuotere
  • picchiettare
  • lanciare
  • soppesare
  • annusare
  • sollevare
  • agitare
  • baciare
  • palpare
  • soffiare
  • stringere
  • sbattere
  • succhiare
  • percuotere
  • picchiare
  • graffiare

Una ricerca, un’immersione all’interno della materia, non più composta di immagini visive, ma mentali/immaginifiche, tattili…sensibili.

PRATICA: Formata un coppia si decide chi tra i due per primo fungerà da oggetto all’altro, di conseguenza l’altro elemento della coppia attuerà le azioni sopra citate per un periodo di tempo che permetta un’immersione nella ricerca posta dalla pratica.

OSSERVAZIONI: Nel corso della pratica mi è capitato di compiere prima il ruolo dell’oggetto. Mi sono calato nella condizione di un corpo inerme, inanimato ma plastico, che fosse plasmabile, mantenendo gli occhi chiusi e cercando di lasciare, il più possibile, libero gioco al mio partner. Da questo primo scambio, prima di invertire i ruoli della coppia, abbiamo raccolto delle osservazioni che hanno aperto il tema della sessualità.

Sessualità in quanto aree, zone del corpo che comprendono tutta una sfera sensibile, erogena ed emotiva. Questo aspetto ci ha ostacolati, ha limitato le nostre possibili interazioni con il corpo a nostra disposizione. Non siamo riusciti a liberarci dalla idea formale dove riconosciamo come unica zona esogena quella genitale. Relazionandoci alla capacità del cervello di plasmarsi e riorganizzarsi per diverse funzioni (brain-plasticity) abbiamo cercato di riorganizzare, ridistribuire e riscoprire le aree erogene.

La difficoltà poi era il dialogo invisibile tra i due elementi della coppia dove, nel ruolo del bambino scopritore, sceglievi di violare quelle aree sensibili del partner.

Come raggiungere una disponibilità e un intimità tale tra due corpi non inermi, senza un eccessivo lasso di tempo condiviso?

In ultimo ci siam concessi gli uni agli altri, in un circolo di scambio dove andavamo a toccare, scoprire, approcciare quelle aree che tanto ci avevano ostacolati, nel tentativo di disinibirci e liberarci da tali limiti; considerando il corpo non più come l’umano, la donna, l’uomo, l’amico o il maestro, ma unicamente come materia plasmabile e da scoprire.

DEFINIZIONI: Abbandono: inteso non come lasciare il peso, diventare inermi e passivi al movimento, ma abbandonarsi agli stimoli sensibili irrazionali e fisici del nostro corpo.

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