1)PRATICA SULLE “LIBERE ASSOCIAZIONI” CON DANIELE NINARELLO:
Metto in atto un movimento con un inizio e una fine. Resto nella fine del movimento e ascolto. A cosa mi rimanda questa posizione? Questo gesto? Questa attenzione?
Il secondo movimento nasce così da un’associazione intuitiva e veloce rispetto a quello appena compiuto.
PAROLE CHIAVE:
libera associazione
OSSERVAZIONI:
Non ci deve essere nessun pensiero o azione pre-determinato/a, tutto deve accadere nel “qui e ora”.
2) PRATICA DI COMPOSIZIONE CON OGGETTI E CORPI:
Ho a disposizione una stanza, una varietà di oggetti di diverso tipo e dei corpi.
Attuo un processo di scrittura in base a quello che accade nel presente:
poso un oggetto nello spazio e da quel momento continuo a comporre attraverso il frutto di libere associazioni che nascono da un continuo flusso di immagini.
Durante lo svolgimento della pratica gli oggetti vengono eliminati e sostituiti con i corpi.
PAROLE CHIAVE:
composizione, contrasto, armonia, intesa, intuito, attenzione, concentrazione, immagine, tensione, cooperazione, equilibrio, sensazione, scelta, presente, futuro, necessità, sottrazione.
OSSERVAZIONI:
si tratta di un processo di necessità e sottrazione dove è fondamentale uscire dal sé per creare associazioni in relazione a quelle che nascono dall’intuito degli altri corpi.
Affermo la mia scelta per rendere funzionale quella di un altro o faccio in modo di rendere visibile la mia scelta per far si che nascano negli altri associazioni funzionali rispetto a questa.
3)COMPOSIZIONE DI PAROLE:
scrivo alcune parole che abbiano a che fare con la propria ricerca ( max 10) su dei foglietti di carta.
Leggo più volte i foglietti e attraverso un processo di associazione delle parole costruisco una sorta di mappa che abbia un pensiero logico. Consegno la mappa ad un compagno a cui chiedo di leggerla come possibile interprete.
PAROLE CHIAVE:
associazione, partitura, mappa, disegno, scelta
OSSERVAZIONE:
la partitura che vado a costruire è la possibile costruzione di una pratica legata alla mia ricerca.
1)PRATICA DI 40 MINUTI con MARCO D’AGOSTIN:
la pratica ha 4 fasi:
- Vibrazione del corpo (SOLO)
- Salti con emissione di un suono(GRUPPO)
- Mantenere fissa una certa posizione (SOLO)
- Movimento liberatorio in contrasto con le 3 fasi percorse ( GRUPPO)
PAROLE CHIAVE:
solo, gruppo, resistenza, viaggio, sguardo, tempo
OSSERVAZIONI:
è fondamentale il supporto del gruppo, non si può probabilmente fare questa pratica da soli.
SCOPERTE:
abbiamo scoperto che nel lavoro di gruppo non usiamo abbastanza lo SGUARDO, potente punto di contatto con gli altri .
2) PRATICA DEL BERSAGLIO E DELLO SPARO:
Una persona sceglie il proprio compagno/ bersaglio. Lo fissa negli occhi e cerca di raggiungere la sua colonna vertebrale attraverso un profondo sguardo. Quando sente che è arrivato il momento di sparare fa esplodere il proprio corpo attraverso una propria danza.
PAROLE CHIAVE:
sguardo, mira, bersaglio, sparo,esplosione
OSSERVAZIONI:
è interessante osservare da pubblico questa pratica e vedere come si comporta il corpo durante la fase della mira e come cambia attraverso l’esplosione nella fase dello sparo .
Si crea una tensione che si può tracciare come una linea retta tra gli occhi di chi spara e gli occhi del bersaglio che quando avviene l’esplosione non viene distrutta ma si intensifica e rafforza.
3) PRATICA DEL MUSEO:
- Prendo tutti i miei oggetti personali, scelgo un punto della stanza e li posizioni lì rendendoli ben visibili.
- Insieme, come se fosse una gita al museo, andiamo ad osservare gli oggetti degli altri
- Ritorno ai miei oggetti e ne seleziono solo 10. Per ogni oggetto scrivo delle parole per associazione per poi disporli su una linea nello spazio. Scrivo ciò che vedo da questa composizione.
- Insieme, come una gita al museo, osservo la disposizione degli altri oggetti.
- Elimino alcuni dei miei oggetti andando a modificare la loro posizione e quindi andando a modificare la logica di composizione.
- Insieme, come una gita al museo, vado ad osservare la composizione di oggetti che si è scelta, cercando di capire le diverse logiche di decisione e in fine ascoltando la scelta dell’autore.
PAROLE CHIAVE:
associazione, logica, scelta, sottrazione, osservazione
OSSERVAZIONI:
-Ci sono stati continui processi di : -scelta / -configurazione/ -ri configurazione che hanno portato alla creazione di una personale scrittura.
– Costante affezionamento e riordino: scelte e rinunce
-fondamentale la verbalizzazione del processo
SCOPERTE:
L’intuito è una logica
4)PRATICA DEL MOVIMENTO OSCILLATORIO:
Ci si divide in due gruppi, disposti su due file, gli uni di fronte agli altri.
Ogni componente del gruppo ha tre punti su cui può aggrapparsi: il paesaggio ( identificato dal gruppo posto di fronte) ; gli altri componenti del proprio gruppo; l’io.
La regola della pratica è quella di mantenere un dato movimento oscillatorio e gestirsi in base ai tre punti di riferimento.
PAROLE CHIAVE:
durata
OSSERVAZIONI:
Ho notato che nel mio gruppo si creavano dei leader, che ogni tanto, in base all’intuito, andavano a proporre una modifica del movimento. Tutti eravamo in ascolto delle proposte che arrivavano o che potevamo proporre agli altri. Ma abbiamo trovato difficoltà ad uscire da questo meccanismo.
5) PRATICA DELLA CAMERETTA:
La musica continua a cambiare. Sono bendato, non vedo. Faccio la mia danza eliminando il giudizio verso me stesso e da parte degli altri.
PAROLE CHIAVE:
vero, naturale, danza, no giudizio
OSSERVAZIONI:
se eliminiamo il giudizio siamo più sinceri
6) PRATICA SUL FORMATO DI PRESENTAZIONE:
Marco ci ha chiesto di presentare la nostra ricerca sotto forma di un preciso formato che avremmo trovato scritto su dei bigliettini di carta scritti da lui.
-conferenza stampa di presentazione del tuo spettacolo
-inizio dello spettacolo
-fine dello spettacolo
-conversazione al bar
-caccia al tesoro
-sequenza di movimenti
-pratica di gruppo
– personaggio principale di un film
PAROLE CHIAVE:
formato
OSSERVAZIONI:
interessante come ogni formato abbia creato idee o movimenti che non avremmo mai pensato se non avessimo sperimentato questo tipo di presentazione.
bisogna imparare a vedere le cose sotto altri punti di vista.


