19.10.18 – Giornata con Daniele Ninarello

1) DAGLI OGGETTI AI CORPI, composizione istantanea con oggetti e trasferimento delle modalità sui corpi, fino alla scomparsa degli oggetti.

Una pratica di gruppo in cui si hanno a disposizione degli oggetti di varie forme, dimensioni, colori. Nell’osservazione di ciò che accade e di cosa già occupa lo spazio, porto all’interno dello spazio un oggetto, posizionandolo e spostandolo mossa non da una scelta premeditata e decisa ma per intuito. Nello svilupparsi della pratica arrivo ad un momento in cui le modalità, gli schem i, le strutture, l’associazione e il movimento nello spazio degli oggetti ingloba nella pratica i corpi, per poi arrivare alla scomparsa degli oggetti e a una composizione di sole parti del corpo.

Osservazioni:

  • Dall’osservazione di ciò che sta accadendo attorno si può scoprire la creatività. Osservo e mi lascio la possibilità di agire, senza giudizio, così da essere disponibile all’arrivo di associazioni e collegamenti e allenare l’intuito..
  • Diventa necessario lavorare sulla ricerca di un equilibrio tra prendere iniziativa, lasciare spazio e lasciarsi muovere dagli altri e dalle loro scelte.
  • La pratica permette di trasferire una modalità di lavoro di analisi del movimento del corpo in modo più analitico.

Scoperte:

  • il colore è una delle associazioni che mi veniva suggerita dall’intuito con più frequenza.
  • altra modalità ricorrente era agire in funzione dell’oggetto o della persona per essere un supporto ad un suo stare nello spazio in disequilibrio.

Parole chiave: presa d’iniziativa, spazio all’iniziativa dell’altro, fiducia, attenzione, concentrazione, appoggi, strutture complesse, scomposizione, forma, visione

 

2) MAPPA DI PAROLE PER LA RESTITUZIONE DELL’ISTRUZIONE DALL’INTERPRETE ALL’AUTORE

Ciascuno fa riferimento al suo lavoro e individua, con un massimo di 10, alcune parole chiave ad esso associate. Le scrive su bigliettini di carta affinché si possano disporre in una mappa/diagramma. Dopo aver scelto come organizzare e mettere in ordine le parole, avvalendosi della possibilità di posizionarle in modo da farne capire la relazione, variando distanza e altezze (con possibilità di lasciare fuori dalla mappa parole “jolly” da poter inserire dove si vuole, tools, condizioni, leit motiv). Una volta ordinate si consegnano a un interprete che restituisce all’autore la sua “comprensione” delle istruzioni su cui lavorare oppure, nel caso qualcosa non gli torni, giustificando le motivazioni, può cambiare l’ordine delle parole intuitivamente e mettere l’autore nella situazione di chiarificare a se stesso le sue intenzioni, cosa lo convince e su cosa invece può riflettere.

(mappa di parole biglietti gialli; rosa aggiunti al di fuori dell’es)

Osservazioni:

  • Ci sono parole e istruzioni che inducono a pratiche spaziali, anatomiche/corporali/fisiche, figurative/immaginative, personali
  • E’ molto importante la modalità con cui si danno le istruzioni per aiutare gli interpreti a comprendere ed essere nelle condizioni di realizzare l’idea dell’autore.

 

Scoperte:

  • Quanto spazio lasciare all’interprete? Quanto dare istruzioni chiare, chiudere alcune possibilità o lasciare aperte più strade per lavorarci e escluderle poi?

 

Parole chiave: mappa, parole, chiarificazione, convinzione, dubbio, ordine, relazione, gerarchia

 

 

 

20.10.18 – Giornata con Franca Ferrari e Marco D’Agostin

1) RELAZIONE TRA CORPO, PALLA E SUOLO

Muoversi al suolo con la palla per esplorare come variare gli appoggi, spingersi, adattare il corpo alla superficie della palla, …

Parole chiave:contrasto, palleggio, composto, passeggiata, rapporto, percorso, sfregamento, bordo, fasi, frasi, spinta, densità, schiacciato, direzione, attenzione, immersione, elasticità, organizzazione, spaesamento, ricezione, compromesso, ricetta, ascolto, spirali, relazione

Cosa ha funzionato?

Dividere arti superiori e arti inferiori

Pensare a collaborazione tra me palla e terra

Sfruttare gli altri 2 elementi

Relazione non solo tra terra e palla ma tra tutte le parti del corpo

Che la relazione tra gli elementi era una relaz politica

Stabilire inizio e fine di ogni fase di movimento

Come abbiamo iniziato

Relazione tra colonna e arti

Pensare alla palla come essere autosufficiente

Prospettiva (in qualità di=…)

-….di stilista, ti invito a riflettere sul tipo di abbigliamento

-…di vestito, ti invito a considerarmi

-…di pelle, ti invito a considerare la possibilità con la pelle alla palla

-…di persona che soffre il mal di mare, di invito a considerare il movimento degli organi

-…spazio fuori dalla palla, ti invito a considerare se posso essere un appoggio

-…pavimento, ti invito a considerare le altre pareti

-…occhi, ti invito a considerare la possibilità di perdere di vista la palla

-…contenuto aereo della stanza, ti invito a considerarmi come unico appoggio della palla

-…palla da bowling, ti invito a considerare il mio peso

-…di virtuoso, ti invito a considerare la possibilità di inserire del virtuosismo

 

1) JOURNEY  (Marco)

L’esercizio dura 40 minuti ed è composto da 4 fasi da dieci minuti ciascuna.

La prima fase è lo shaking, è individuale.

La seconda fase consiste nel saltare ripetutamente verso l’alto emettendo ad ogni salto un suono “oh”. Ci si può aiutare con lo sguardo, muovendosi nello spazio far circolare le energie degli altri e supportarsi, è collettiva.

La terza è nella stasi del corpo con le braccia sollevate a “surrendered”, l’immaginazione è indirizzata all’esplorazione di un luogo, è individuale.

La quarta consiste nel muoversi nello spazio, con e nel gruppo, cercando di evitare la punteggiatura e privilegiando un movimento continuo. E’ collettiva.

Osservazioni:

  • Troviamo difficoltà nell’incrociare e mantenere lo sguardo degli altri. Ci siamo educati ad uno sguardo complessivo del corpo altrui e anche se viene data come indicazione di sfruttare e trovare aiuto nello sguardo degli altri per le fasi collettive, sfuggiamo.
  • appare evidente il trovare una energia e forza nell’altro.
  • il movimento ci porta a non controllare più il viso.

Scoperte:

  • sapere che abbiamo un tempo più o meno dilatato ci da la possibilità di darci il tempo di far arrivare le cose
  • il passare del tempo e la concezione di tempo in se assumono importanza rispetto alle condizioni di fatica per le fasi dove siamo messi alla prova (stasi surrendered)  e/o di mancanza di tempo sufficiente nella fasi dove stiamo godendo il momento e vorremmo continuare l’esplorazione (shaking)

Parole chiave: rilasciare, godimento, scoperta, percorso, esplorazione delle possibilità, fatica, forza, energia, mancanza di controllo, sguardo, direzione del salto, timing, contrattazione,

 

2) SPARO EYE CONTACT (Marco)

Due persone entrano nello spazio e si posizionano di fronte agli altri che stanno in fila seduti, in qualità di spettatori, senza nessun obbligo. I due iniziano un eye contact in cui sviluppare l’intenzione di uno sparo per poi, arrivati al momento, ci si libera come una pallottola che rimbalza nello spazio.

Osservazioni:

  • non sempre funziona il caricamento dello sparo in modo crescente. Spesso in una altalena si va crescendo, si perde la concentrazione e il punto raggiunto, si riprende,…

Scoperte:

  • non sempre coincide la percezione del giusto momento dello sparo da parte di chi fa l’esercizio e di chi osserva da spettatore o è in relazione.

Parole chiave: focus, relazione, intenzione, sparo, pallottola, rimbalzo, durata dello sparo, condivisione,..

 

3) INSTALLAZIONE CON OGGETTI PERSONALI

Si prendono gli oggetti portati con se oggi e si mettono a terra in una propria area. Come gruppo si visita la stanza dove si trovano gli oggetti come fosse una visita al museo.

Ognuno rispetto ai suoi oggetti ne sceglie 10 e li dispone dal centro della stanza verso fuori come un raggio che fa parte dell’insieme. Si ripete la visita al museo.

Terzo e ultimo passaggio è eliminare dall’installazione almeno 3 oggetti. Alla fine si visitano le varie installazioni facendo dei ragionamenti insieme e sentendo il parere di chi l’ha realizzata.

Osservazioni:

  • esistono logiche di scelta molto diverse: il ritmo, il colore, se le scelte sono volontarie, se si tratta di scelte legate al valore affettivo, personale, al colore, alla forma, alla funzione, la gerarchia tra gli oggetti,. il tentativo di annullare la relazione,.
  • è molto utile passare dalla visione, alla configurazione, a una fase di  scrittura

Scoperte:

  • la forma e il legame affettivo possono trovarsi in equilibrio. Non è necessario escludere l’una o l’altra.

Parole chiave: gerarchia, modalità, criterio, affetto, ritmo, geometrie, design, coerenza, volontario/involontario, intuito,..

 

4) PRESENTAZIONE DEL PROPRIO PROGETTO E DELLA FASE IN CUI SIAMO AL MOMENTO (Marco)

Con il formato che si preferisce (cfr. note personali progetto)

 

21.10.18 – Giornata con Marco D’Agostin

1) DURATA – EVOLUZIONE DA UN MOVIMENTO OSCILLATORIO/PENDOLO IN GRUPPO

Disposti in due file una di fronte all’altra di 4 persone ciascuna, si parte da un movimento oscillatorio, come un pendolo e si sviluppa mettendo in relazione tre elementi: se stessi con la propria esigenza e trasmissione, la propria fila e il movimento della fila di fronte a noi.

Osservazioni:

  • un gruppo ha sviluppato per sentito, per movimento che arrivava senza quasi la possibilità che si riconosca chi ha introdotto la modifica
  • l’altro è passato evidentemente più attraverso tentativi di introdurre il cambiamento e creare un lavoro di ascolto
  • Cos’è la durata? in che modo ha a che fare con lo sviluppo?

Scoperte:

  • non sempre posizione rispetto alla linea da maggiore responsabilità
  • ci sono porzioni di spazio che in base al movimento e al ruolo dello sguardo nel movimento caricano di maggiore “responsabilità” altre persone.
  • Il tentativo di introdurre un elemento nuovo o una variazione deve essere consapevole e dichiarato. L’incertezza mette nella condizione di stress chi vuole introdurre una proposta e mette gli altri in confusione o di un richiamo di attenzione eccessivo e di diversa natura.
  • il gruppo di fronte viene preso in riferimento soprattutto per la questione ritmica

Parole chiave: gruppo, linea, ritmo, intensità, bounce, torsioni, rilasciare, concentrazione, ascolto, seguire, lasciare spazio, visione completa, attenzione,..

 

2) IMPROVVISAZIONE BENDATI – ELIMINO IL GIUDIZIO

Su una alternanza di musiche di stili, ritmi e velocità diverse una persona si muove nello spazio e balla ricercando la sensazione e la motivazione per la quale ama danzare. L’improvvisazione si pratica bendati per rimuovere il giudizio degli altri e proprio. Una persona fa da “angelo custode” e mantiene chi danza in una situazione protetta.

Osservazioni:

  • funzione della benda: eliminare il giudizio
  • concetto di durata

Scoperte:

  • come ritrovare la verità del piacere di danzare se questo sta nella forma, non potendo vedere? Può esserci equilibrio tra forma/visione e reale sensazione di godimento? stridono o possono coincidere?

Parole chiave: piacere, musica, alternanza, interpretare, essere altro, forme, linee, ritmi, energia, sfumature, intensità, contrasti, gioco, velocità, intenzione, significato, incisione, arroganza, timidezza, presa di posizione, amore, sensazione, attenzione, spazio, modalità, linguaggio, incapacità, desiderio, unione, trasmissione, scoperta, dettagli, relazione,..

 

3) SPARO EYE CONTACT MANTENENDO IL CONTATTO VISIVO DOPO LO SPARO

(cfr pratica del giorno prima) La differenze: relazione che si è instaurata con il compagno a cui “sparare” che ha svolto la pratica precedente con noi; lo sparo non è a nostra scelta al raggiungimento dell’apice ma è dettato dall’ingresso della musica; il rimbalzo della pallottola deve svilupparsi mantenendo il più possibile il contatto visivo.

Osservazioni:

  • lo sguardo crea una grande energia, allo stesso tempo diventa necessari perderlo e recuperarlo per non bloccare il movimento.

Scoperte:

  • non sempre la percezione del momento apice della tensione riesce a coincidere tra chi spara e lo spettatore

Parole chiave: energia, sfuocatura, relazione, blocco, percezione, dilatato,..

 

4) FORMATO – LAVORARE CON UNA DIVERSA PROSPETTIVA

Ognuno pesca un bigliettino sul quale è scritto un formato attraverso cui presentare il proprio lavoro:

conferenza stampa, corto cinematografico, fine dello spettacolo, inizio dello spettacolo, caccia al tesoro, pratica collettiva, conversazione al bar, sequenza di movimenti,…

Osservazioni:

  • è un processo utile a pensare al proprio progetto attraverso un punto di vista differente.
  • la pratica collettiva e la caccia al tesoro permettono di vedere sul corpo degli altri le richieste o degli aspetti indagati
  • avere un tempo prestabilito per lavorare su qualcosa può mettere ansia e concentrazione minore o spingere a lavorare di più

Scoperte:

  • procedo per tentativi da provare fisicamente, non scartare o scegliere solo concettualmente.

Parole chiave: prospettiva, formato, visione, tentativo, corpo, spazio, strumenti, tempo, atmosfera, …

Tentativi:

musica scelta (in riproduzione già quando entra il gruppo): Damien Rice – Color me; spazio utilizzato; movimento e gioco delle dita dei piedi, dita della mano e attraverso la trasmissione al corpo, arrivata in posizione seduta, gioco e disegno dalle mani in aria.

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