PRATICA CON FRANCA FERRARI
Pratica della fitball
Appoggio il pube sulla sfera e oscillo su questa facendo presa con l’intera colonna vertebrale, cercando estensione. ——> Provo a muovermi spostandomi fra i diversi punti di appoggio: gomiti, ginocchia, piedi, mani, testa, la palla può staccarsi da terra. ——> Vario i punti d’appoggio prestando attenzione al percorso da uno all’altro, posso ruotare sulla palla per passare di lato e di schiena. ——> Non uso più la palla e utilizzo le informazioni raccolte per muovermi nello spazio
Sessione di feedback.
OSSERVAZIONI:
- la percezione del movimento varia prestando attenzione al percorso fatto fra un appoggio e l’altro piuttosto che puntando direttamente a raggiungere il punto d’appoggio successivo
- l’assenza della palla mi ha permesso di avere una visione più precisa del movimento, da dove erano originate le spinte e quale percorso seguivo per andare in una direzione
Parole chiave: equilibrio, densità, percorso, massa, tensione, modellare.
PRATICHE CON DANIELE NINARELLO
Pratica dell’associazione
Da lento a sempre più veloce un movimento si succede all’altro e poi torna ad un ritmo sempre più lento. La scelta del movimento non è fatta per logica razionale ma per associazione.
OSSERVAZIONI:
- con la velocità avevo meno tempo per pensare razionalmente al movimento e la successione era più spontanea
- la velocità mi portava a ripetere un movimento più volte prima che se ne generasse uno nuovo
- affidarmi all’associazione dei movimenti mi ha permesso di esplorare un uso del corpo e dello spazio differente rispetto al solito
Parole chiave: timing, spontaneità, successione.
Pratica della mappa di parole
Lavoro sulla creazione di una pratica partendo da una mappa di parole. ——> Date delle parole che caratterizzano la mia ricerca le pongo in ordine per associazione in uno schema a mia scelta e lo propongo all’interprete
OSSERVAZIONI:
- come l’interprete vede lo schema? Quali conclusioni ne trae?
- il suo percorso fra una parola e l’altra segue il mio? Se no, come posso indirizzarlo per fargli capire meglio cosa desidero vedere?
- le mie parole sono chiare o devo cambiarle?
- l’ordine delle parole deve cambiare?
- lo schema creato dalle parole può avere forme diverse in base alla singola idea di ciascuno
Pratica dell’associazione con oggetti
si ripete la pratica delle associazioni ma partendo dallo spostamento di oggetti nello spazio seguendo sempre per associazione. Si pratica tutti insieme. Vengono posizionati e spostati più oggetti contemporaneamente, si creano inevitabilmente dei rapporti fra oggetti e persone. Gradualmente si passa dall’associazione di soli oggetti a quella di oggetti e corpi umani, per concludere rimuovendo gli oggetti dallo spazio e proseguendo con la pratica solo fra corpi.
OSSERVAZIONI:
- si sono create diverse situazioni contemporanee, piccoli gruppi d’azione
- il ritmo creato faceva saturare delle situazioni per poi scioglierle e crearne di nuove
- le azioni di ogni singolo messe in rapporto con gli altri a dato origine a delle nuove regole interne, non date all’inizio della pratica
Parole chiave: relazione, sensi, intuito, scelta.
PRATICHE CON MARCO D’AGOSTIN
Pratica dei 4 step
Pratica di gruppo. Ogni step dura 10 minuti.
- Vibrazione: faccio vibrare una parte del corpo o tutto il corpo costantemente per tutta la durata dello step.
- Con i gomiti piegati e i pugni rivolti verso l’alto salto emettendo a tempo una “O” per ogni salto, cercando di sincronizzarmi con gli altri.
- Nella posizione precedente delle braccia cerco la stasi.
- Il corpo è libero di muoversi, purché il movimento sia in un flusso costante e continuato.
OSSERVAZIONI:
- al contrario delle aspettative mi sono accorto presto della debolezza fisica e della necessità per la pratica di essere svolta in gruppo, lo sguardo degli altri ti sorregge e spinge a non fermarti nel corso di tutti gli step
- lo sforzo fisico unito all’immaginario del paesaggio arido ha fatto prendere alla pratica una piega sofferta e pesante
- nella quarta fase il movimento libero si è dimostrato consolatorio, quasi una ricompensa dopo la rigidità degli step precedenti
Pratica dello sparo
Una persona fissa l’altra caricando lo “sparo”. Raggiunto il livello massimo di carica viene sparato il colpo, dove l’energia viene liberata il più forte possibile fino al suo esaurimento.
OSSERVAZIONI:
- è difficile mantenere una concentrazione costante che permetta alla carica di salire in modo continuo
- l’immobilismo e la concentrazione durante la carica sono esplosi nello sparo, poi il corpo ha agito spontaneamente senza scelte logiche
Pratica degli oggetti
Predo tutti i miei oggetti dallo zaino e li dispongo intorno a me. ——> Tutto il gruppo fa visita agli oggetti degli altri, come in un museo. ——> Faccio una prima selezione di oggetti, ne posso tenere al massimo 10. ——> Dal centro della sala dispongo i miei oggetti in fila per ordine di importanza. ——> Il gruppo fa un secondo giro di visita. ——> Faccio una seconda selezione di oggetti, ne devo tenere almeno 3, se voglio posso ridisporre gli oggetti a piacere. ——> Il gruppo fa un’ultima visita, si possono commentare le opere e l’artista spiega il proprio processo logico al resto del gruppo.
OSSERVAZIONI:
- gli oggetti personali sono una seconda carta d’identità
- spesso gli oggetti selezionati erano degli effetti personali ed affettivi e non degli oggetti pratici e utili
- che cos’è un ordine?
Scoperte:
- per svolgere i task spesso mi affido all’invenzione di una storia: in questo caso cosa porto con me su un isola inabitata?
Pratica della spirale
Disposti su due file che si fronteggiano ciascuno inizia ad oscillare a destra e sinistra producendo un spirale lungo la colonna vertebrale che coinvolge anche il movimento consecutivo della testa. Mi concentro su tre paesaggi:
- cosa succede dentro di me? cosa nota il mio sguardo introspettivo?
- come mi relaziono con le altre persone della mia fila?
- cosa vedo/com’è il paesaggio creato dalla fila di fronte e dai movimenti che fa?
Parole chiave: timing, sincronia, ascolto, dialogo.
OSSERVAZIONI:
- la relazione con gli altri è d’obbligo per creare un dialogo comune
- essere il primo della fila non significa dettare l’andamento della pratica
- il lavoro di ascolto (anche visivo) mi ha richiesto molta concentrazione per essere veramente con gli altri
Pratica della musica
Una persona è bendata, l’altra fa da custode per evitare imprevisti. La persona bendata può danzare liberamente sui brani che continuano ad essere cambiati come se stesse ballando per sé nella propria stanza.
Parole chiave: libertà, divertimento, essenza
OSSERVAZIONI:
- è stato come ripresentarsi gli uni agli altri
- la pratica richiedeva sincerità, ogni finzione era visibile
Pratica sul formato
Ciascuno pesca un biglietto sul quale è scritto il formato in cui presentare il proprio progetto al resto del gruppo. Dopo un’ora e mezza si condividono le proprie esperienze con gli altri.
Parole chiave: apertura, coraggio, scelta, curiosità
OSSERVAZIONI:
- partire da un’indicazione esterna mi ha aiutato a confermare o rivalutare alcuni aspetti del progetto
- grazie all’input esterno ricevuto ho potuto affinare il lavoro sul progetto


