Pratiche:
1) CAMMINO IN GRUPPO NELLA CITTÀ DI MILANO (Marco)
Inizio della pratica: 06:30 del mattino .
Regole:
– Non si può parlare fino a che la pratica non si sarà conclusa.
-Mettere in modalità aereo il proprio cellulare.
-È una pratica di gruppo “out door” in cui c’è un leader che per 16 minuti ha le redini : sceglie la direzione da prendere durante il cammino, il ritmo di andatura, la possibilità di sospendere con una pausa per fermarsi ed osservare.
– Allo scadere dei 16 minuti avviene il cambio del leader.
PAROLE CHIAVE:
tempo, direzione, scelta, architettura, luce, persone, ritmo
OSSERVAZIONI:
-Ognuno ha trovato una propria strategia per procedere: prendere una direzione per intuito, per interesse, per conoscenza, per curiosità, per eredità (continuare nella direzione del leader precedente), per contrasto…
-Abbiamo vissuto il risveglio della città. Dal buio alla luce del sole, dal profondo silenzio ad un continuo rumore di passi, voci… cambiamenti di ritmi, colori, persone.
-Finita la pratica out door abbiamo creato delle metafore relative a immagini o svolte avvenute durante la pratica:
“gruppo di fenicotteri” all’incrocio della statale
“occhi sulla città” ( vista panoramica sulla terrazza)
“lento respiro” ( scorrere del tempo)
“spirito guida” ( scelte prese dal leader)
…
SCOPERTE:
Ho notato che questa pratica ha fatto emergere diversi aspetti propri della personalità di ogni componente.
2) PRATICA DEL “TRIO OUTDOOR”(Marco)
Ritrovo alle ore 12:00 in piazza Duomo.
La pratica va svolta in trio e tutti i tre componenti svolgono un ruolo preciso che ha una durata di 21 minuti ciascuno:
RUOLO 1: sceglie e segue in maniera immediata un passante nei dintorni e cerca di imitare la direzione e l’inclinazione del suo busto cercando di non farsi notare.
RUOLO 2: segue da una certa distanza il “RUOLO 1” e prende appunti sul suo notebook di come si comporta nei confronti del passante.
RUOLO 3: ha una visione più ampia. Rimane a distanza dal RUOLO 1 e 2 e prende appunti su cosa succede durante tutta la durata sia nei confronti dei due ruoli sia nei confronti del paesaggio circostante.
PAROLE CHIAVE:
attenzione, decisione, paesaggio, ruolo, tempo, spazio, strategia
OSSERVAZIONI:
-Durante la pratica ho perso di vista più volte gli altri due componenti del trio mentre eravamo all’interno di un negozio … è stato abbastanza complesso ritrovarli in quanto dovevamo tenare di non farci notare e quindi confonderci nella mischia.
– interessante notare il tipo di scrittura riflessiva presa negli appunti.
– invenzioni istintive di escamotage per risolvere una situazione problematica
3) PRATICA DEL “TRIO INDOOR”(Marco)
Ruolo 1: performer
Ruolo 2: testimone
Ruolo 3: pubblico
Il performer si muove o crea una danza in relazione al testimone che ha davanti e lo sta guardando.
Il testimone osserva e quando percepisce che è entrato in contatto con l’azione del performer si alza e prende il suo posto. Il Performer diventa pubblico, il testimone performer e il pubblico testimone.
PAROLE CHIAVE:
ruolo, tempo, relazione, sguardo
OSSERVAZIONI:
-Il pubblico ha una visione ampia di tutto quello che succede che può essere paragonata a quella del RUOLO 3 nella pratica outdoor precedente.
-Nel testimone si può notare una forte attrazione nei confronti del performer anche solo osservando i suoi cambiamenti di posizione che sono tesi spazialmente verso l’azione.
4) PRATICA DEL MOVIMENTO OSCILLATORIO (Marco)
Ci si divide in due gruppi, disposti su due file, gli uni di fronte agli altri.
Ogni componente del gruppo ha tre punti su cui può aggrapparsi: il paesaggio ( identificato dal gruppo posto di fronte) ; gli altri componenti del proprio gruppo; l’io.
La regola principale della pratica è quella di mantenere un dato movimento oscillatorio e gestirsi in base ai tre punti di riferimento fino a che viene introdotta una nuova regola, ovvero quella di introdurre un elemento anomalo che non distrugga il sistema creato dal gruppo, perché questo avverà con l’introduzione dell’ultima regola che porta a far emergere in ogni partecipante la propria individualità con l’inserimento di un azione che si vuole fare in quel preciso momento per puro desiderio.
PAROLE CHIAVE:
gruppo, decisione, ascolto, sistema, desiderio, amore, anomalia, proposta, democrazia
OSSERVAZIONI:
Che cosa si intende per inserimento di un’ anomalia?
Che cos’è un sistema?
In questa pratica ho trovato grande difficoltà nel riuscire a restare connessa sia con me stessa, sia con gli altri e il paesaggio. Personalmente lo trovo un esercizio importantissimo che fa capire diverse cose. Ho bisogno di praticarlo per molto più tempo e più spesso per far si che si crei organicità, dialogo, trasmissione e creazione.
5)RELAZIONE CORPO-ARCHITETTURA(Davide)
Ricerco le diverse modalità di come posso rapportarmi con l’architettura.
PAROLE CHIAVE:
spazio, corpo, misura, dimensione, volume, corpo, angolo
OSSERVAZIONI:
La relazione con gli altri corpi nello spazio modifica l’architettura circostante? Modifica le mie azioni?
Che differenza c’è tra spazio e architettura?
Personalmente sono entrata in contatto solo con alcune zone della stanza che più mi interessavano ( es. angoli), le ho osservate, misurate, imitate per poi riproposte nello spazio, in un altro luogo .
Ho ricercato in un secondo momento tutti i possibili angoli che si possono creare con il corpo paragonandolo ad una architettura
SCOPERTE:
Sono molto interessata a lavorare con gli angoli.
6) POSSIBILE CREAZIONE DI UN NOSTRO PERSONALE METODO DI FEEDBACK
• Raccolta di parole random in base a ciò che si è appena visto attraverso una forma di brain stroming
• Qual è il nucleo del lavoro?
• Prospettive
• Opinioni
• Scrivo( su un foglio da lasciare all’artista) un max di 3 parole relative al lavoro appena visto


