Durante tutti i 7 giorni di festival abbiamo avuto l’opportunità di scoprire cosa si cela dietro ad ogni spettacolo assistendo attivamente alle prove generali ,alle prove tecniche delle luci con Paolo Casati e aiutando nell’allestimento degli spazi, nel divulgare la pubblicità sui social, nel passaparola…
Il 26 novembre, primo giorno di festival, c’è stato un incontro-convegno con Emanuele De Cecco, Rossella Lepore, Letizia Gioia Monda, Alessandro Pontremoli che hanno tenuto un talk riguardante il tema “DI LUCE E D’OMBRA”. È stato molto interessante per me assistere a questo incontro in quanto tematica molto vicino alla mia ricerca. Sono riuscita a confrontare la mia visione con la loro e a confermare come questo aspetto, come dice Franca, che è stata moderatore di questo incontro, vada a modificare la visione di ogni performance.
Questa tematica è stata analizzata sotto differenti punti di vista: luce nell’arte visiva, luce nella coreografia digitale , luce nel teatro, luce nella quotidianità…
Il 27/28/29 novembre, durante la mattinata, abbiamo partecipato ai Laboratori condotti da: Davide Valrosso, Daniele Ninarello e Marco D’Agostin.
Laboratorio di Davide Valrosso ( 27.11.18):
Dopo avere preparato il corpo attraverso una pratica sugli impulsi che partono dal basso( piedi) e in seguito vanno ad influenzare la parte superiore del corpo, ci siamo messi a coppie e abbiamo incominciato a smuovere determinate parti del corpo del compagno tramite dei piccoli impulsi dati in diverse direzioni nello spazio facendo attenzione alla reazione del compagno e a come io agivo nell’azione.
Osservazioni:
-Non sempre la direzione scelta dell’impulso viene capita dal compagno che riceve. Bisogna essere il più chiari possibile e avere un corpo pronto “all’altro” e disponibile.
-i due ruoli hanno valore importanza: anche chi ha il compito di smuovere le diverse parti deve essere attivo e avere la prontezza di procedere con il nuovo tocco e l’ascolto di quando invece deve lasciare lo spazio al movimento dell’altro senza intralciarlo.
Parole chiave:
ascolto, impulso, relazione
Davide ci ha poi proposto la pratica “delle bende”:
tre persone si posizionano nello spazio. Due sono bendate e il terzo ha il ruolo di curatore. Quest’ultima figura ha diverse funzioni: creare impulsi nei due corpi, tenta di creare possibili relazioni o situazioni, osserva, aiuta, partecipa o si allontana.
La pratica si conclude con quello che per ciascuno di noi è un abbraccio.
Osservazioni:
– interessante vedere/sentire un certo tipo di qualità nei corpi in scena: corpi fluidi, vigili, in ascolto e pronti ad accogliere e modificare.
– fondamentale per me è stato non sfuggire al tocco del corpo del compagno. La sospensione e l’ascolto di quel tocco portava i corpi ad agire con quel tipo di qualità appena descritta.
– mi sono accorta di aver dato importanza solo alla fine alla figura del mediatore che invece ha un ruolo fondamentale nella pratica in quanto è colui che ha le redini per creare possibili e diverse relazioni e situazioni.
Parole chiave:
ascolto, benda, cura, tocco, relazione, abbraccio
Laboratorio di Daniele Ninarello ( 28.11.18):
Durante la Masterclass con Daniele abbiamo lavorato molto su alcune connessioni esistenti all ’interno del corpo, sulla spirale e sullo spazio esterno al corpo.
Dalla pratica alla messa in scena: Daniele ci ha infine proposto delle sequenze che andavano a riprendere tutte le connessioni esperite precedentemente nelle pratiche iniziali.
Parole chiave: connessioni,spirale, spazio
Laboratorio di Marco D’Agostin :
pratica:
Dopo un momento dedicato al risveglio del corpo dove abbiamo dato importanza alla relazione tra palato e coccige, talloni e ischi, mano e piede, Marco ci ha mostrato, spiegato e insegnato un suo piccolo frammento di coreografia del suo lavoro “everything is okay”.
Dopo aver memorizzato i diversi movimenti abbiamo presentato il pezzo eseguendolo nello spazio e guardando negli occhi da inizio a fine un nostro compagno che ci osservava come spettatore.
Osservazione:
tutti i movimenti creati hanno una loro logica, una loro chiarezza, una loro direzione e intenzione.
Parole chiave:
relazione, memoria, accumulo, sguardo
La sera del 30 Novembre nel chiostro del teatro Fontana ho presentato “Traiettorie” ,un mio piccolo appunto coreografico della durata di 8 minuti.
Il mio lavoro è stato mostrato contemporaneamente a quello di Cecilia e Tullia in quanto abbiamo scelto uno spazio del chiostro comune su cui poter lavorare e con cui relazionarci.
È stato difficile inizialmente far coesistere i tre pezzi coreografici fino a che prova dopo prova abbiamo deciso insieme di scegliere una traccia sonora in comune che potesse creare delle possibili relazioni tra di noi su cui poter giocare . Ognuna di noi aveva e le redini del proprio lavoro ed era quindi pronta a modificarlo per interagire con l’altra o con lo spazio dell’altra continuando nella sua ricerca personale.
Per quanto riguarda l’uso delle luci nel chiostro abbiamo provato un po’ a sperimentare delle possibili scelte e ci siamo fatte aiutare e consigliare da Davide che ci ha poi fatto da “tecnico luci” durante la serata.
Le parole chiave del mio lavoro sono:
Limite, connessione, estensione, spazio, continuità, linea, presenza.
ANALISI DI COMPOSIZIONE:
TITOLO: TRAIETTORIE
MUSICA: data.microelix di Ryoji Ikeda
DURATA: 8 min
SINOSSI: Lavoro che indaga la relazione tra corpo, spazio e architettura. Il corpo attraverso linee visibili e non, si inserisce nello spazio orientandosi e connettendosi con l’architettura circostante.


