11.12.18 (Franca Ferrari)
Pratica del corpo con la palla (2). Pratica con memoria della palla
Il corpo è in ascolto dei cambiamenti e degli adattamenti che ha adagiandosi sulla palla di schiena e lateralmente. La palla è un elemento su cui il corpo può scivolare, spingersi, allungarsi, … mantenendo inizialmente 4 appoggi a terra (mani e piedi) poi ampliando il movimento c’è la possibilità di staccare alcuni appoggi.
Dopo un primo momento di ricerca con 4 o 3 appoggi, di schiena e sul fianco si sviluppa la pratica muovendosi nello spazio. Gli appoggi possono essere definiti come “tentacoli” che si attaccano e si estendono prima della presa. Il movimento di conseguenza è un movimento denso che fa leva sugli appoggi al terreno e sugli appoggi sulla palla per svilupparsi.
A momenti con la palla si alternano momenti in cui viene abbandonata per lavorare nello spazio con la memoria del volume, del supporto, dello scivolamento e rimbalzo precedente. Non si cerca di riprodurre le forme ma le modalità.
Osservazioni: Aumentando la velocità pare esserci più libertà di sviluppo del movimento. Ci sono più modalità di affrontare l’esercizio tra cui due più comuni: lasciare la palla lontana per avvicinarsi e respingersi oppure mantenere gli appoggi sempre vicini alla superficie, raccogliere la palla quando si passa dalla verticale per tenerla il più possibile a contatto, apparentemente in un corpo unico.
Parole chiave: palla, suolo, appoggi, pressione, scivolamento, rimbalzo, tentacolare, volume, spazio
Pratica della pressione e spinta costante.
Una pratica a coppie in cui si avanza lungo un segmento con la palla tra i due corpi. Una persona spinge aiutandosi con le mani la palla e direziona il compagno cercando di esercitare una pressione costante e non a intermittenza.
Osservazioni: la difficoltà maggiore è mantenere la spinta costante durante il cambio del peso da un piede all’altro per avanzare; è importante esercitare la pressione ma riuscire a permettere il scivolamento della palla per incontrare le rotazioni del compagno che spingiamo.
Parole chiave: pressione, cambio di peso, abbandono, misura, equilibrio tra forze.
Pratica della serie di movimenti con sincronia nella modalità.
A gruppi una persona si muove liberamente l’altra individua un movimento e ne analizza l’origine e la trasmissione per riproporlo in loop. I movimenti scelti vengono eseguiti uno di seguito all’altro e al gruppo che li esegue una volta capita la modalità di trasmissione anche persone esterne al gruppo possono unirsi.
Osservazione: ognuno di noi nonostante la modalità di trasmissione iniziale sia una soltanto, mette in campo spesso un cambiamento. Il gruppo quindi si trova, in base alla persona che prende di riferimento, nella condizione di apprendere una modalità di trasmissione , talvolta anche un’origine, diversa; quanto all’inventore di quel movimento ha la possibilità di rimanere fedele o adattarsi al cambiamento.
Parole chiave:
13 – 14.12.18 (Marco D’Agostin)
“m” mattutino
Pratica del cerchio e della mezza luna.
La pratica iniziale è una sorta di massaggio dato dalla pressione delle dita esercitate sul bassoventre spostandosi da una cresta iliaca all’altra e colorare di un colore acceso/scaldare la mezzaluna anteriore.
Espirazione e inspirazione seguendo la colonna vertebrale
Emissione da supino e dal fianco (con la mano davanti allo sguardo che imprime una pressione e trasmette un movimento/vibrazione al corpo)
Scale, vocali e consonanti.
(l’alfabeto declinato in i,e,0; popacatapetyl/copper platted kettle; d / t, numeri in scala 121, 12321, 1234321,…)
Presente/Passato/Trapassato
Tenendo a mente un testo, si ripete in loop vivendo la durata e lo stare in tre zone temporali dove il testo subisce un cambiamento.
Il movimento che si collega all’emissione può essere decorativa oppure funzionale (aiuta l’emissione del suono)
Ogni parola, una piega.
Ad ogni parola associo un solo movimento del corpo, giocando sulla velocità, sul ritmo, sui livelli,..
We are family in gruppo il testo come in un deserto deve emergere dalla sabbia, arrivare all’apice e dissolversi nuovamente. La richiesta prevede un crescere insieme da parte del gruppo, non l’emergere della proposta più forte.


