LAVORO CON DAVIDE VALROSSO
Metodi di composizione: fissare tre moduli da trasmettere al performer
Lavoro con Giacomo:
- sdraiato a terra focalizzo l’attenzione sul mio respiro ——> visualizzo l’impronta che il corpo lascia nel suolo sentendomi come se sprofondassi nella sabbia ——> sposto il corpo non come un tutt’uno ma come un insieme di parti, in maniera consequenziale tenendo conto del solco che lascio a terra ——> sposto la pratica sul livello medio e alto pensando di poter lasciare solchi anche nell’aria
- prendo in considerazione lo spazio attorno a me e mi relaziono ad esso misurandolo, rispondendo agli input di movimento che mi dà
- riorganizzo le informazioni esterne che ricevo e codifico attraverso i due punti precedenti, con queste elaboro il mio materiale compositivo
Pratica di improvvisazione utilizzando la spirale
Mi muovo nello spazio usando la spirale su una musica casuale o non scelta da me. Tengo conto dei seguenti fattori:
- spazio e architettura che mi circondano
- fraseggio del movimento
OSSERVAZIONI:
- è stato difficile sfruttare equamente i diversi elementi della pratica
- il ritmo della musica ha prevalso e dettato il mio movimento per la maggior parte del tempo
SCOPERTE:
- muovendomi nello spazio creo un peso visivo, dato dal mio corpo posto in relazione con gli elementi dell’architettura e gli oggetti presenti nella scena
Pratica della croce:
tenendo a mente una croce i cui bracci vanno da una mano all’altra, dalla testa ai piedi e che si incontrano al centro dello schermo, sposto il fronte di questa croce relazionandomi con lo spazio e l’architettura intorno a me, tengo infine conto delle dimensione di questa croce che può espandersi e rimpicciolirsi nel mio corpo. ——> elaboro del materiale della durata di cinque minuti in cui lavoro sugli elementi proposti ——> scelgo al massimo due qualità fra quelle sperimentate nelle pratiche degli ultimi mesi e le applico al materiale esplorato per arricchire la mia composizione.
LAVORO CON FRANCA FERRARI
Pratica della trasmissione con Franca Ferrari:
- appoggio frontalmente il bacino sulla fitball, provo a spostarmi mantenendo il contatto e analizzando le azioni: muovo il baricentro per spostare la palla o muovo la palla per spostare il baricentro? Trasferisco lo stesso concetto mettendo a contatto con la palla altre parti del corpo, successivamente unisco tali sperimentazioni per spostarmi nello spazio con la fitball usando tutto il corpo. Nell’ultimo passaggio provo a ritrovare percezioni e sensazioni della pratica anche senza utilizzare la palla
- utilizzo la palla come peso esterno al mio corpo dalla quale parte una trasmissione che fa avvenire il movimento e il mio spostamento. Tenendo la palla fuori dal mio baricentro fra le mani la lascio cadere senza staccare le mani e seguo la trasmissione che si attiva dallo spostamento della palla. In seguito provo la stessa pratica senza palla, considerando prima un braccio singolo, poi entrambi come pesi esterni al mio corpo e al mio baricentro, lasciandoli cadere ascolto la trasmissione e la seguo finché questa non si esaurisce
- gara con la palla: mi sposto da un punta A ad un punto B della sala rotolando il più velocemente possibile sulla fitball, ripeto la pratica senza palla utilizzando le estremità del corpo come tentacoli per spostarmi
OSSERVAZIONI:
- quando una trasmissione è effettiva e come faccio a non falsarla aggiungendo nuovi impulsi che ne tradiscono l’effettività?
- utilizzare un oggetto per una pratica e ricreare le stesse qualità di movimento anche senza oggetto può essere un efficace strumento compositivo
SCOPERTE:
- un punto focale della pratica è stato l’individuazione del punto l’origine del movimento, dimostratosi come il rapporto fra le mie spinte, il suolo e la palla che messi insieme concorrono all’inizio di un moto


