Punto di partenza:

Latino “aqua”, radice indoeuropea AK- che significa piegare

65% di acqua nel corpo umano | 71% di acqua sulla superfice della Terra

Simbolo di fertilità – Religiosità

Solido-Liquido-Aeriforme

Mitologia

Realizzazione di immaginari condivisibili con tutti

Pratiche realizzate:

Ricerca della sensazione dei liquidi (quali?) nel corpo facendo un collegamento tra corpo e bottiglia d’acqua.

Ricerca dell’idea del contatto tra due corpi come vasi comunicanti.

Acquario: visualizzazione della stanza per poi tramutarla in un acquario, sensazione dei muri trasparenti, acqua che entra dall’alto e riempie lo spazio, correnti create dai movimenti degli altri corpi.

Sirena: partenza a terra, gambe unite come una coda di pesce, movimenti oscillatorie e circolari.

Materiale utilizzato:

Dopo aver analizzato diversi libri e fatto ricerche online, ho sviscerato la tematica attraverso una visione religiosa e rituale. Grazie al libro “Acqua Divina” ho ricreato alcune immagini di riti in cui l’acqua era la fonte primaria per la loro realizzazione.

Ricerca Musicale:

Ho provato diversi stimoli per trovare un suono o una base sonora che si adeguasse al mio pezzo. Ho realizzato una traccia mixando registrazioni di animali marini, voci legate a spiegazioni di scienziati che trattano di questa tematica e musiche che richiamassero l’idea rituale.

Concept:

Da sempre l’acqua ha avuto un rapporto fondamentale con la sacralità; è un tema comune a tutte le mitologie, da quella sumera a quella orientale, ed è particolarmente presente nella Bibbia.

L’Acqua, insieme all’Aria, alla Terra e al Fuoco, è uno degli elementi fondamentali della Natura, del mondo in cui viviamo. È qualcosa che abbiamo sempre a disposizione: da quando ci laviamo al mattino, a quando la beviamo a tavola, a quando la usiamo per lavarci i denti la sera; è sempre dunque a portata di mano e, assieme agli altri tre, un elemento della cui presenza quasi non ci accorgiamo a meno che improvvisamente venga a mancare per qualsiasi motivo. Siamo composti per lo più di acqua, senza acqua non sopravvivremmo, né noi né nient’altro.

Un tempo non era così: l’Acqua era Sacra, l’Acqua era Divina, aveva un suo senso ulteriore e spesso rituale, la sua intima essenza era qualcosa di profondamente sentito e quindi religioso. Con il passare del tempo l’intera Natura si è desacralizzata, gli isterismi degli ambientalisti o gli allarmismi degli scienziati potranno mutare la percezione che l’umanità ha oggi di ciò che ci circonda.

In un’epoca in cui il mondo riscopre la rarità e l’importanza vitale della Natura, il giovane danz’autore, Giovanni Careccia, si è posto l’obiettivo d’indagare la virtù “divina” di quest’elemento primario studiando simbolisimi e riti, analizzandoli attraverso un approccio a tratti scientifico, per giungere ad un primo studio Pop (popolare) di un elemento essenziale per la Vita di ogni Essere.

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