PRATICHE DI CONDIVISIONE CON MARCO D’AGOSTIN:

Pratica 1)

-Viene svolta in coppie : ci sono un mentore e un performer.
-il mentore tocca dei punti del corpo del performer che si trova disteso a terra con gli occhi chiusi, e cerca di arrivare attraverso la pressione del tocco ad  una certa profondità, cercando di creare una propagazione/ comunicazione nel resto del corpo.

-Il performer accoglie il tocco e si fa travolgere dai ricordi e dalla memoria che quel tocco è in grado di provocare.

-il mentore si allontana dal performer, che dopo essere stato “scaldato” dai diversi tocchi, esplode nella sua danza di ricordi.

– momento di archiviazione

 

PAROLE CHIAVE:
Tocco, ricordo, memoria, ascolto

 

OSSERVAZIONI:
Per essere disponibile e aperto in questa pratica è importante non pensare troppo ma lasciar accadere. Da cosa sono realmente mosso?

 

Terminata la pratica abbiamo avuto un’ora di tempo per creare la propria scrittura in base alla memoria della mattinata.

 

1)Riavvolgimento dei ricordi
2) Ordino
3) Bonsai

 

OSSERVAZIONI:
Di cosa ho bisogno per riattivare la memoria?

 

Io ho fatto uno zoom out rispetto alla pratica perché non mi sono sentita abbastanza “libera” nello svolgerla: non ho colto in pieno la sua profondità e penso quindi di non averla realmente compresa.

 

Pratica 2)

  • pratica outdoor
  • pratica indoor
  • scrittura coreografica

 

  • 40 minuti di timer dove ho la possibilità di fare quello che desidero. Finito questo tempo devo fare un gesto o un’azione che mi faccia rendere visibile dagli altri dopo di che ho altri 40 minuti in cui devo osservare “l’altro” rendendomi il più possibile invisibile.
  • Rientro in sala ( ambiente disco) dove raccolgo e rivivo ciò che è successo fuori.
  • Attraverso le due esperienze creo un piccolo bonsai

 

PAROLE CHIAVE:
memoria, bisogno, desiderio, incontri, sguardo,relazione

 

OSSERVAZIONI:
Come ha agito la memoria?
Denominatore comune che ho trovato nelle diverse esperienze è stato lo sguardo. Cosa cattura l’attenzione del mio sguardo e come lo sguardo va a modificare la postura? Elementi che ho deciso di usare per il bonsai.

 

Pratica 3)

La stanza è divisa in 4 da uno scotch e ogni spazio creato corrisponde a :
-relazione
-emozioni positive

-emozioni negative

– percezione

 

Abito ogni spazio in base a ciò che desidero e cerco di capire cosa mi piace .

PAROLE CHIAVE:
spazio, desiderio, emozione, percezione, piacere

 

OSSERVAZIONI:
Cosa mi piace?
Cosa voglio fare?
Fino a che queste domande non sono chiare ad ognuno di noi questa pratica non risulterà mai così semplice come appare.

 

 

Pratica 4 )

“TRIANGOLO”( io – ambiente – pubblico)

Questa è la pratica che ci accompagnerà ogni giorno come inizio di giornata con Marco.
Le istruzioni base sono:

-Almeno 2 dentro e 1 fuori

-chi entra può farlo quando vuole, cerca un punto nello spazio, si rivolge con la faccia al pubblico e non fa nulla finche decide di uscire.

 

Feedback:
con gli elementi che escono dai feedback, diversi in base al processo di ognuno, si creano nuove istruzioni per la pratica.
Ultimo feedback/ istruzioni:
-non è una pratica sulla stati ma sono lì per essere talmente dentro di me per essere fuori di me: non sottrarre la presenza ma IPERPRESENZA

-lasciare che l’impulso agisca

 

Pratica 5)

Creo una sequenza del primo e secondo bonsai per essere ripetuto nel tempo in un primo momento in maniera individuale per poi svilupparla in una pratica di gruppo in un secondo momento.

PAROLE CHIAVE:
bonsai, gruppo, gesto, modifica

OSSERVAZIONI:
Cosa si intende per scrittura ?

 

Pratica 6)

Scelgo 2 video: uno che mi fa piangere e uno che mi fa ridere e scelgo tra i due su quale mi interessa lavorare.

Ci si mette in coppie e uno dei due in un primo momento (sulla base del video scelto che rappresenta l’elemento principale sul quale creare e sviluppare il nostro bonsai) farà il coreografo dell’altro e in un secondo momento farà il suo interprete.

PAROLA CHIAVE:
Coreografa, interprete, video, scelta


OSSERVAZIONI:

Ho trovato molto materiale interessante nel video che ho scelto . Sono riuscita a condividere con Giovanni, mio interprete, alcuni elementi che ho estrapolato dal video per creare una personale sequenza .
Durante la fase in cui ero interprete  mi sono sentita ben guidata da Giovanni ma nello stesso tempo ho sentito anche molta libertà di scelta e un grande senso di responsabilità per il suo lavoro.

 

PAROLE CHIAVE della sequenza:
parole, ritmo, tempo, poesia, gesto umano/ non umano, decisione, collaborazione

 

 

PRATICHE DI CONDIVISIONE CON DANIELE NINARELLO:

Pratica 1)

Pratica di riscaldamento finalizzata alle pratiche di studio

Rilasso i muscoli della pelle, sento l’aria che entra e stimola la percezione. Sono tra ciò che vedo e ciò che sento. Sono in uno stato di contemplazione, viaggio intorno al mio asse per contemplare il paesaggio che abito, portando con me l’intera visione.
Permetto al mio sentire di creare moti reazionari senza scegliere o giudicare.

 

Pratica 2)

Matrice( sequenza) ­­– processo di evoluzione – processo di incorporazione

Viene assegnata una sequenza (matrice) e si agisce su di essa per : auto somiglianza, riflesso e associazione.

 

PAROLE CHIAVE:
Sfenoide, vomere, occipite, relazione, riflesso, reazione, contemplazione, percezione, piacere, familiarità, segnali, unisono, corpo esteso, matrice, movimento reazionario, spirale, luogo di mezzo,accoglienza.

 

OSSERVAZIONI:
come avvertiamo la nostra percezione?
come la visione attiva delle informazioni?

L’importante è che non ci sia selezione, ma alleniamo il nostro moto di reazione

Siamo nella condizione che tutto è già esposto e si ha una percorrenza di stati:
-paesaggio – colonna- arti- pensiero- paesaggio…

 

 

GIORNI DI CONDIVISIONE CON GIANLUCA CHELI:

Con Gianluca abbiamo lavorato per migliorare:

  • scrittura e presentazione del proprio curriculum
  • scrittura e presentazione del proprio progetto personale
  • analisi tecnica di un bando di produzione
  • conoscenza delle diverse realtà della danza contemporanea in Italia
  • creazione di un progetto di gruppo

 

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