Questa quarta sessione del secondo anno di Incubatore si è svolta presso l’Isola Borromeo di Cassano D’Adda in preparazione del Festival Ecoismi che avverrà il 16 giugno 2019. Durante questo percorso siamo stati accompagnati da Franca Ferrari e Davide Valrosso.

Questo Festival prevede l’esposizione di 10 opere scultoree (create da alcuni artisti) lungo un percorso, costruito appositamente per il Festival, all’interno del parco di questa cittadina. A ognuno di noi è stata affidata una delle opere e ci è stato chiesto di creare una piccola struttura coreografica di 2/3 min. partendo dall’idea e dai principi sui quali si sta già lavorando nel proprio e personale progetto coroegrafico. A me è stata affidata una casa in legno, aperta su due lati e con dei quadri appesi. Dato che il mio lavoro sulla gentilezza parte e si ispira alla tattilità (cfr. Learning Journal n. 15), è stato deciso che questo è lo spunto principale da cui partire per costruire la struttura, e nello specifico ho deciso di lavorare su un determinato tatto: la pressione. Una pressione che accompagna il corpo nello spazio, che lo plasma e lo modella. Per fare questo, ho deciso di scegliere tre interpreti: tre figure femminili, più o meno della stessa altezza e con caratteristiche fisiche più o meno simili. Passando per diversi step e modificando le regole e la struttura più volte, attraverso prove e feedback, verso la fine della settimana il lavoro è diventato più chiaro e specifico, in cui si sono delineati con più precisione la tipologia di tocco, l’utilizzo dello spazio e del tempo e l’uso di alcune parole chiave su cui ruota tutto il lavoro (sorgere, tornare a casa, gesto che si staglia e appare, calmare la struttura). Questa epifania prende il nome di Rise & Set (Sorgere e Tramontare).

Questa settimana è stata molto utile per capire e focalizzare l’attenzione soprattutto sulla cura dei particolari, delle transizioni e su come ogni cosa, anche il più piccolo dettaglio, assume importanza e modifica l’intera situazione. Pertanto è importante imparare ad accorgersi di ogni singolo elemento, perché anche il più piccolo produce nuovi scenari, apre squarci e produce immagini totalmente diverse in chi guarda.

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