diario di bordo 2018-2021

15/24 Aprile 2019

Nel corso del mese di Aprile ci siamo dedicati ai singoli progetti ed abbiamo incontrato i 4 tutors (Franca Ferrari, Davide Valrosso, Daniele Ninarello e Marco D’Agostin) per condividere fasi e questioni relative al lavoro che abbiamo scelto di sviluppare.

Il lavoro a cui ho dato inizio è Error#1: questo solo investiga la relazione tra il corpo e lo spazio.

Sollecitata dalla consapevolezza che esiste una congruenza tra lo spazio interno ed esterno al corpo, questa danza emerge da una pratica dell’abitare e cioè del muovermi vicendevolmente verso e attraverso i luoghi, per muovermi verso e attraverso gli strati del corpo. Questo modo di apprendere è in costante oscillazione tra fattualità ed alterità, ovvero tra tangibile e non tangibile, materiale ed immateriale.

Così, in esso esploro la possibilità d’emersione di un pensiero essenziale e condiviso, per mezzo di un viaggio che attraverso la relazione con l’altro mi svuota, mi spoglia e mi decostruisce. Un modo di incontrare, guardare, sconfinare ed ammettersi, pesando il presente ed essendone attraversati.

 

Il 18 Aprile 2019 ciascun coreografo ha esposto il proprio lavoro ai direttori del Festival Danae e quella occasione mi ha permesso di ripensare alla relazione che emerge in error#1 tra la visibilità e la invisibilità della materia del corpo.

 

Osservazioni

  • Error #1 è un viaggio attraverso il corpo, ma non è solo riguardo il corpo.
  • La sua astrazione, lungi dall’essere distacco, è un processo di incarnamento.
  • Il suo spazio e il suo tempo si manifestano localizzandosi nell’ immediatezza e nella imprevedibilità del presente e delle sue parti.
  • Lasciar guardare è diverso da mostrare.

 

Osservazioni e Questioni affrontate nel corso dell’intero periodo di lavoro:

  • In Error #1 sono in un continuo passaggio dal fuori al dentro e dal distale al prossimo, e questi elementi influenzano profondamente la mia relazione e il mio bisogno di esporre il processo in presenza dell’altro.
  • Problema dell’evento. Qual è il problema intorno a cui ruota la creazione?
  • Il Fine dell’evento. L’obbiettivo.
  • L’inizio. Come comincio?
  • La questione Temporale dell’evento. Da cosa è determinata?
  • La questione Spaziale. Se il corpo si sposta, perché arriva in un determinato luogo? Cosa c’è lì?
  • Relazione Spazio/Azione.
  • Musica/Partitura Musicale.
  • Inafferrabilità dell’evento
  • Responsabilità: come mi piacerebbe che l’altro si sentisse?
  • Relazione con il passato. In una materia così presente dove si situa il passato? Posso guardarmi indietro?
  • La colonna mobile non smette di domandare, ma potrebbe concedersi delle affermazioni.
  • L’elemento della distrazione. Cosa succederebbe se nel corpo si manifestasse un immediato black out/rapida fuoriuscita dall’identità?

 

Ho rivalutato il tema del viaggio come attraversamento ed introdotto l’elemento della deviazione.

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