Dal 9 al 21 settembre:

Dopo l’esperienza di Firenze e dopo un breve periodo di vacanza ci siamo rimessi a lavorare in sala  in vista del Festival Tendance e del Festival MilanOltre( 28 settembre / 7 Ottobre).
In questo periodo siamo stati seguiti da Franca, Davide e Daniele.

Il mio lavoro “Eigengrau” con Lorenzo si è arricchito e sono riuscita a chiarificare delle parole chiave che mi hanno permesso di trovare evoluzioni, cambiamenti, associazioni e stimoli.

Abbiamo lavorato solo su un aspetto del buio: la confusione ;
solo su un aspetto della luce: la visione.

È stato molto più facile sia per me, condurre e organizzare il lavoro , sia per Lorenzo riuscire ad entrare e vivere l’esperienza che fino ad ora cercavamo… concentrandoci sul particolare e allontanandoci dal generale.
Il lavoro di togliere, eliminare , ripulire è fondamentale per capire che cosa si vuole davvero.

È stato importantissimo l’aiuto dei tutor in questo processo.

Abbiamo lavorato molto sullo sguardo interno al corpo, sulla percezione, sull’ attenzione data agli stimoli interni, molto delicati, per arrivare poi a costruire attraverso uno sguardo diverso, verso il fuori, il mondo, dinamiche di movimento differenti . Alternare continuamente l’attenzione da uno all’altro, dall’invisibile al visibile, o il contrario, e capire che la visione non è libera ma dipenda dal corpo.
“Il corpo è centro di localizzazione per la sensazione. Ospita e classifica il materiale proveniente dall’ esterno( fonte di stimoli) o dall’ interno e siamo noi che dobbiamo avere la capacità e la cura di ordinare, organizzare e non farci travolgere dal bombardamento di pensieri che abbiamo o immagini che vediamo ogni secondo. Ci dobbiamo aggrappare alla realtà, relazionarci ad essa, e domandarci “qual è la distanza ottimale dalla quale la “cosa” ci chiede di essere guardata”.”

Sono stati giorni molto intensi, abbiamo lavorato tantissimo e l’opportunità che ci è stata data di presentare la nostra ricerca, la nostra pratica ad un pubblico  in due diversi spazi come il museo di arte contemporanea di Latina, MADXI, e il Teatro Elfo Puccini ci ha permesso di scoprire cose nuove su questo lavoro che abbiamo intrapreso, sul corpo , sullo spazio, sul grande lavoro dei tecnici…ma soprattutto ci fa rendere conto l’importanza del pubblico, fonte di energia pura per il performer/danzatore/autore.

Mi porto a casa il “toccare” dello spettatore con il solo sguardo e tutte le relazioni che permettono di rendere possibile tutto questo.

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