Durante questi giorni di lavoro ho avuto modo di proseguire la mia ricerca su Idillio e portarlo ad una nuova evoluzione. Grazie alla collaborazione di Franca Ferrari, Davide Valrosso e Daniele Ninarello il progetto è maturato e ha trovato nuove possibilità di sviluppo.
Questa sessione è stata personalmente molto intensa, soprattutto per comprendere come oggettivare il materiale coreografico e come affrontare momenti di crisi creativa che appaiono insormontabili.
In questi giorni ho voluto capire cosa ci fosse all’interno del progetto, ad un livello più profondo rispetto alla semplice presentazione di un segmento di danza ironica e sfrenata contrapposta ad una sezione lenta e calma. Ho riscontrato parecchia difficoltà nel rivivere in modo autentico le sensazioni di spensieratezza e quiete ogni volta che lavoravo sul materiale e questo mi ha portato ad una crisi riguardo il progetto. Oltre alla ricerca del piacere si sono innescate altre domande che hanno poi portato all’evoluzione del lavoro: come posso vivere ogni volta le sensazioni che stanno alla base del progetto? Come posso essere certo che quel che faccio nello spazio non sia finzione/interpretazione?
Con il passare dei giorni ho provato un’ansia crescente volendo essere certo che il mio progetto potesse piacere agli altri, quali erano le cose giuste da fare affinché il pubblico potesse capire i miei intenti, ma ogni soluzione che trovavo era una risposta sbagliata e debole. Se il punto sta nel godimento e nel piacere del performer ma il pubblico non proverà lo stesso o si sentirà anche disturbato dalle azioni in scena, perché fare tutto questo lavoro? Dove sta il punto di contatto fra performer e chi lo osserva? Questi arrovellanti mi hanno portato ad una paralisi.
Grazie al confronto con i tutor sono riuscito a iniziare un nuovo percorso su questo progetto e a sfruttare queste stesse domande come nodo centrale di Idillio.
Provando a trasmettere nel corpo queste domande e la frustrazione per l’incapacità di trovare delle risposte il corpo arriva ad una tale saturazione di possibilità di movimento da abbandonare ogni proposito, si lascia prendere dal momento e rigenera la frustrazione in leggerezza. Il corpo passa dal desiderio di verità indissolubile all’accettazione del momento presente e dell’incertezza costante di quel che porterà al domani.
Le riflessioni nate da questo processo hanno aperto un nuovo campo di sviluppo per Idillio, dopo questa fase di crisi mi sento maturato e più sicuro di me. Questa fase di ricerca mi ha aiutato a comprendere quanto sia importante non essere attaccato morbosamente al punto iniziale di un’idea e lasciare piuttosto che la ricerca si evolva, dando dei risultati effettivi e concreti.


