CAMMINO E NEL MENTRE (S)GUARDO
Il corpo spinge: in avanti, indietro, in basso.
Il corpo attraversa: veloce, lento, sostenuto, in dinamica, statico, impercettibile, in linea retta, in curva.
Il corpo guarda, io guardo.
Guardare è camminare.
Guardare è attraversare.
Guardo e spingo.
Spingo e inevitabilmente guardo.
Mi sospingo, mi aggrappo, respingo. Tutto guardando.
Le pareti, le superfici, le persone, le mie palpebre.
Gli occhi non possono fare a meno di camminare, e anche quando non camminano, attraversano, percorrono i limiti del mio corpo.
GIOCARE È (SEMPRE) STATO (UN FATTO) COMPLESSO ?
Se ci sono delle regole si può parlare di gioco?
E si può parlare di gioco senza regole?
Il gioco esiste senza il divertimento?
La noia è un gioco?
Ci sono giochi che non esistono?
Una persona che non partecipa al gioco, ma che lo conduce, è parte del gioco?
Quanti giochi si possono fare senza parlare?
Quanto siamo seri a giocare?
Quanto sono in grado di stare al gioco?
Quanto vuoi stare al gioco?
E tu,
vuoi giocare con me?
COSA DI BASSANO
MI PORTO A MILANO
Una bicicletta
e quindi un appoggio dinamico
Il team working
e quindi costruire insieme (?)
Soft skills
e quindi negoziare,
e quindi accettare,
e quindi valorizzare (me e te)
Uno spettacolo
e quindi immergermi
e quindi distaccarmi
e quindi vivere il momento
Uno spritz,
Perché alla fine (della giornata in sala) fa sempre bene.
Una balera,
Ah no, quella alla prossima sessione.
(17-28 agosto 2022)
