Tutto il mese di novembre è stato dedicato alla creazione per il Festival Più che Danza con la supervisione di Davide Valrosso. In parallelo alle sessioni di feedback  sui singoli lavori e al lavoro personale autonomo, Franca Ferrari e Davide Valrosso hanno condiviso con il gruppo delle loro pratiche.

 

PRATICHE CON LA FITBALL, Franca Ferrari:

Trasmissione:

appoggio il bacino sulla palla e gioco due azioni: o sposto il baricentro per spostare la palla o sposto la palla per spostare il baricentro. In seguito applico il task al braccio: appoggio il braccio alla palla e provo a muovere la palla con il braccio o il braccio con la palla, senza muovere però il baricentro. Ripeto il task applicato anche alla testa osservando come reagisce il peso del corpo: compensa il movimento e poi lo segue o viceversa?

Caduta e trasmissione:

Faccio cadere la palla nello spazio, sperimentando varie traiettorie, senza staccare le mani da essa e trasmettendo il movimento nel corpo. Cerco di distinguere la fine della traiettoria della palla e la fine della trasmissione nel corpo, che non sono per forza coincidenti. In seguito posso sperimentare con degli slanci. Provo infine a sperimentare la trasmissione senza la palla, lanciando lungo una traiettoria retta un gomito e mettendo in moto la trasmissione come facevo con la palla.

Disequilibrio:

Per lavorare l’organicità e la capacità di adattamento e trasformazione del corpo, attraverso lo spazio muovendomi attraverso le spinte dei vari appoggi e il disequilibrio del baricentro ma senza uscire dalla relazione con la palla. Provo poi a fare lo stesso ma senza palla: mi muovo radente il suolo ma senza rotolare: mi devo spostare nello spazio il più velocemente possibile. Lo stesso principio viene poi sperimentato con la camminata: devo camminare il più velocemente possibile. Provo poi ad andare in disequilibrio spostando dal rispettivo punto di equilibrio, alternativamente, le due braccia, un braccio solo, il baricentro. Posso poi aggiungere un elemento del corpo a scelta come ulteriore generatore di disequilibrio e sperimento come questi pesi possono modificare le traiettorie del mio corpo.

Parole chiave:

Trasmissione, baricentro, disequilibrio, pesi, frammentazione, tracciare, traiettorie

Osservazioni:

La frammentazione del corpo va re-imparata. Come accedo alla realtà della trasmissione senza che sia una posa o una abitudine del corpo? Come la rinnovo come esperienza reale ogni volta? Rimanere in ciò che accade, aderire ad esso. Camminare velocemente implica una maggiore distanza dei piedi tra loro. Se le distanze tra gli appoggi sono troppo grandi, però, non avviene il disequilibrio. La parallelità è una spinta verso il basso. È necessario che il mio corpo sia un agglomerato di pesi diversi che man mano considero o meno per rendere possibile la frammentazione. Camminare è il più comune atto di continuo disequilibrio.

 

PRATICA DEGLI OPPOSTI, Franca Ferrari:

A coppie, c’è una guida e un operante. La guida propone un gesto, l’operante ripropone il gesto ma opposto. Immediatamente i ruolo si scambiano e si procede in alternanza. Gli opposti considerati sono: grande/piccolo, lento/veloce, parziale/totale, alto/basso, davanti/dietro. Per concludere, in gruppo, si fa un brainstorming su tutte le possibili coppie di opposti che vengono in mente. Andando più nello specifico si cerca infine di elencare gli opposti attinenti alle categorie di tempo spazio e energia.

Parole chiave:

Opposti, rovesciamento, strutture

Osservazioni:

Considerare gli opposti e i contrasti, nella composizione, è una strategia che permette di lavorare i dettagli e anche la struttura generale. Lavorare sul chiaroscuro della composizione come antidoto alla monotonia.

 

 

PRATICA COMPOSITIVA, Davide Valrosso:

Visualizzo nel corpo due linee: una orizzontale e una verticale, attraversano il corpo formando una croce. Porto la croce nello spazio, delineando una mappatura dello spazio composta da linee verticali e orizzontali. Mettendo questa pratica in relazione con lo spazio architettonico che mi circonda, e aggiungendo agli elementi una o due qualità corporee da quelle sperimentate negli ultimi mesi, creo una composizioni di 5 min., corredata di titolo e piccola sinossi.

 

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