PRATICA CON LA FITBALL, Franca Ferrari:
La pratica, nei suoi elementi cardine, è stata descritta in modo più dettagliato negli articoli precedenti. In breve la pratica consiste in una sperimentazione del rapporto tra corpo e fitball per indagare i temi del disequilibrio, la trasmissione, l’organicità e l’uscita dagli schemi corporei precostituiti.
Osservazioni:
Il tempo organico di una trasmissione varia a seconda di quale sia la sua origine e il suo percorso, difficilmente tutto avrà la stessa durata. Il corpo però tende a muoversi come un blocco unico e fa fatica a frammentarsi: in assenza di frammentazione però la trasmissione non può accadere. I piedi devo essere prensili e agili. I livelli di frammentazione del corpo sono molteplici e un corpo frammentato non è un corpo spezzato. Rendere visibile l’origine del movimento aiuta a rendere visibile e chiara la trasmissione. La fluidità non ha nulla a che vedere con la monotonia, come non ha nulla a che vedere con l'”acquosità” del movimento.
INCONTRO E CURA, pratica di Davide Valrosso:
Partendo a coppie: uno è bendato; la persona sbendata agisce sul corpo della persona bendata suggerendo impulsi, manipolazioni, che da piccole diventano sempre più grandi, fino a che il corpo bendato non si muove nello spazio. Presto attenzione, da curatore, a quanto gli impulsi vanno avanti senza il mio intervento, se intervengo per incoraggiare un processo già in atto o se dò al corpo un’altra direzione. Il task viene poi affinato: a gruppi di tre, due bendati e un curatore, si va nello spazio; il curatore in questo caso è colui che rende possibili gli incontri da i due bendati e le azioni che compie sono: manipolare, suggerire, farsi coinvolgere, osservare. I bendati accolgono gli stimoli che arrivano dallo spazio, il loro ascolto è totale e diretto verso la possibilità di un incontro in cui non c’è un dominante e un guidato, ma si sta in compresenza.
Parole chiave:
Cura, silenzio, abbandono, veglia, percezione, incontro
Osservazioni:
Il curatore è un ruolo ambiguo: il suo compito non è perfettamente definito e il rispetto del processo lo potrebbe portare ad essere solo un osservatore. Dove si colloca la “cura” e cosa significa? Che tipo di presenza è, e che cosa fa? In che modo il curatore si rapporta ai processi che si instaurano? Dal punto di vista dei bendati la richiesta è di assumere un atteggiamento di assoluta fiducia e accogliere ciò che arriva nutrendolo, senza diventare un burattino passivo ma rimanendo in un continuo flusso di dare e ricevere. Bell’ezza dei vuoti e pieni che si creano, e dell’ascolto come azione resa visibile.
PRATICA OSCILLAZIONE, Davide Valrosso:
Attivo il corpo attraverso un’oscillazione che parte dalla spinta dei piedi, che si trasforma in una rotazione attorno all’asse centrale coinvolgendo le braccia ed il busto; inizio a proiettare delle parti del corpo nello spazio, sentendomi attratto dagli altri corpi, come fossero calamite. Alla fine, tutti camminano nello spazio e una persona alla volta re innesca il processo dall’inizio fino alla fine, facendolo durare quanto vuole.
Osservazioni:
L’attenzione al fuori-di-me è centrale. L’esterno permette di generare trasmissioni che non sono solo interne o anatomiche ma anche esterne e spaziali. I corpi che emergono sono fluidi, attivi.
PRATICA DEL GROOVE, Daniele Ninarello:
In cerchio, lo spostamento provocato dalla pressione dei piedi genera un movimento oscillatorio. Questa oscillazione è comune a tutti i corpi. Ingrandisco l’oscillazione, senza muovermi dal mio posto, fino a coinvolgere la testa e le braccia: ascolto il movimento esterno e la possibilità di creare ritmi e contro-ritmi in aggiunta al basso continuo che è l’oscillazione dei piedi. Provo ad accogliere le modificazioni e i ritmi degli altri fino a creare un groove comune, di tutti.
Parole chiave:
Groove, comunità, ascolto, percezione, singolarità
Osservazioni:
I ritmi, nella loro diversità, possono essere una cacofonia disconnessa o una musica collettiva: che cosa fa la differenza? Le oscillazioni e i ritmi delle colonne vertebrali sono un aggancio importante per trovare un ritmo comune, una musica, senza annullare le particolarità del singolo. Posso essere me stesso uscendo costantemente da me per andare verso l’altro.


