MARCO D’AGOSTIN
DOMANDE INIZIALI
– Che cosa è una pratica?
Un set di regole più o meno ampie delle quali si usufruisce per fare un’esperienza
– Che cosa è la scrittura?
– Quali sono i principi che lavorano in me quando scrivo?
– Ci sono diversi modi di intendere la scrittura tra cui un processo somatico in cui si fissano dei principi, il trovare gesti e movimenti per poi fissarne una successione e creare le coordinate di un ambiente
- PRATICA TRIANGLE
(pratica che ha ricevuto da altre persone e che porteremo avanti giorno per giorno, diventa man mano l’insieme delle info che derivano dal feedback)
Ci sono due tipi di info, quelle condivise e quelle che ognuno si scrive.
La pratica è chiamata “Triangle” perché è composta da tre poli: noi, gli altri che ci stanno di fronte e il “fuori” (quest’ultimo può essere qualunque cosa avvenga nello spazio attorno)
Info iniziali:
– Devono esserci almeno due persone dentro e una fuori
– Chi decide di entrare cerca un punto nello spazio guardando il pubblico
– STAY STANDING: chi entra sta in piedi rivolto al pubblico e non fa niente
1)OSSERVAZIONI
– Anche solo il pensare di “non far niente” è fare qualcosa
– Il minimo movimento cattura l’attenzione (esempio respiro, dita, mani, colonna, cervicale, ginocchia, piedi)
– Assecondare il micromovimento è più non far niente che mantenerlo?
– Inizia un processo somatico
– Ci sono due tipo di eventi: i grandi eventi quelli palesi e improvvisi e quelli basati sulla durata
– C’è uno scambio tra quelli dentro e quelli fuori, c’è un loop di energie
– Ci stiamo prestando come testimoni della complessa rete di stimoli che il corpo ci manda
– Come trasformare le informazioni?
ISTRUZIONI
– Non c’è progetto di sviluppo e non c’è piano estetico da fuori
– Perché il processo abbia una visibilità è necessario un momento in cui sospendere l’analisi microscopica
2)OSSERVAZIONI
– i movimenti esterni risuonano con i miei
– caos/sovraccarico/cortocircuito
– immagini differenti ad esempio di paesaggi o corpi in movimento
ISTRUZIONI
– Non è una pratica sull’autocensura
– La responsabilità è condivisa con gli altri
3) OSSERVAZIONI
– Creare delle fessure e tenerle in vita il più possibile
– Procedere per consapevolezze e feedback
– Come gli altri mi informano non lo decido, la pratica è sul registrare le informazioni
– La stasi è la cosa più innaturale del mondo
– È chiaro quando inibite il processo?
ISTRUZIONI
– La decisione di entrare ed uscire è essa stessa una parte della pratica
– Tenere in vita più possibile la domanda “sta accadendo da solo o lo sto decidendo?”
– Registrare le informazioni
– È possibile inibire quando si è oltrepassato il limite delle istruzioni della pratica
4) OSSERVAZIONI
– C’è differenza tra registrare tutto e pensare a una cosa che prende un’importanza differente
– Entra in cambio la parola verità
– Sono li per essere talmente dentro di me che sono fuori da me, non è una pratica sulla sottrazione di presenza
– Non è una pratica sulla stasi
– Si può “palleggiare l’attenzione da una parte all’altra del corpo
ISTRUZIONI
– Presenza (no sottrazione)
– Lasciare che gli impulsi agiscano
- MOVING TRIANGLE
– Chiedersi sempre “io cosa desidero?”
– Atomizzare la domanda a seconda del livello d’umanità
– Inibizione
– Rimanere in contatto con chi ci manda fuori
– Passaggio tra lo stare fuori a osservare e l’entrata (anticipare lo stato)
- STAY PLAYBACK
– Tutte le regole del triangolo (anche il corpo)
GIANLUCA CHELI
Con Gianluca abbiamo avuto un’infarinatura sul panorama della danza contemporanea italiana. Inoltre abbiamo letto qualche esempio di un dossier ovvero una presentazione dello spettacolo in cui solitamente è presente una breve descrizione della ricerca, delle immagini, delle informazioni sul coreografo e il materiale utilizzato.
DANIELE NINARELLO
RIFLESSIONI
– Portare il proprio pensiero etico/politico dentro una semplice pratica di movimento, in cui produrre movimento significa produrre pensiero, ciò permette di creare architetture
– Il movimento è reazionario (non sono io che decido cosa dire ma sono detto)
– Passaggio da una pratica anatomica a una pratica compositiva (strumento compositivo personale e poi collettivo)
- PRATICA DI RISCALDAMENTO
– È necessario porsi degli obiettivi: capire cosa serve alla mia persona, come il lavoro di Daniele influenza il mio lavoro
– Visualizzazione di VOMERE, SFENOIDE e OCCIPITE
– Agire nel luogo di mezzo tra ciò che vedo e ciò che sento (io scelgo e sono scelto nello stesso istante)
- PRATICA DI MOVIMENTO
– Moto di reazione(ciò che è generato dall’impulso): le informazioni vengono ricevute dagli occhi, passano per la colonna arrivando fino agli arti che producono un pensiero che va a creare il paesaggio e il ciclo si ripete
– Allenare la nostra percezione
– Nostalgia dell’unisono, la mente che muove i corpi insieme
PAROLE CHIAVE
– Familiarità
– Percezione
– Riflesso (il vomere e lo sfenoide riflettono il fuori nel corpo)
– Contemplazione dei segnali
– Unisono
- SITTING DI YOGA
OSSERVAZIONI
– Come comunicano il dentro e il fuori?
– Si entra in sintonia con le piccole cose che vengono da dentro
– Saper riconoscere un’idea
- PRATICA CON UNA MATRICE
– Viene consegnata una sequenza
– Si agisce per AUTOMIMESI (autosomiglianza delle parti), per RIFLESSO, per ASSOCIAZIONE
OSSERVAZIONI
– Come queste cose si manifestano sotto forma di risonanza?
– Quanto sono stimolato e quanto ricevo gli stimoli
– Il corpo è prismatico nel ricevere e rimandare le info
– Come capiamo se si sta vivendo e abitando o invece interpretando?
- 21/02 PRATICA DI MOVIMENTO
– Si aggiunge l’idea di spirale, che mi proietta in un punto dello spazio attrattore che cambia costantemente
– Idea di corpo espanso
– L’origine è la sempre la matrice
– SEME: è la parte più piccola della matrice
– Possibilità di uno “special”, ci si può fermare, quando si è disorientati
OSSERVAZIONI
– Che corpo ci serve? È necessario entrare in uno stato
– Quali sono gli strumenti per attraversare il processo?
– Quale è l’obiettivo?
– Estensione della sensorialità trovando una personalissima maniera per intercettare la risonanza
– Ciò che fanno i corpi è una continua registrazione
– Si percepisce quando si sceglie il corpo e quando l’architettura
– Si costruisce un linguaggio comune


