Con Leonardo Bolgeri abbiamo lavorato ad una introduzione all’ascolto della musica: un percorso che segue lo sviluppo storico e le evoluzioni di quest’arte (dal canto gregoriano, al Barocco, al Classicismo fino alle esperienze novecentesche). Particolare attenzione è stata posta allo sviluppo di un ascolto attento, che considera la struttura e le caratteristiche dei brani proposti: viene analizzata la componente strutturale, la composizione dell’organico musicale, le impressioni, le immagini e le sensazioni suscitate dal brano e i possibili motivi di tali reazioni.
Franca Ferrari è intervenuta con riflessioni e domande mirate a creare delle connessioni tra processi creativi diversi (musica, danza, arti visive, architettura, etc.) sottolineando da un lato il fatto che storicamente ci sono dei periodi in cui avvengono, contemporaneamente e in ambiti diversi, dei cambiamenti di paradigma, mentre in altri periodi i processi non sono in sincrono, mentre da un punto di vista del processo creativo le arti si possono nutrire a vicenda e rubarsi strategie l’un l’altra.
Nel percorso di ascolto musicale emergono una serie di termini che, pur essendo introdotti in un discorso riguardante la musica, sono afferenti anche alla danza, o possono essere relazionati ad essa. Possono valere sia come parole chiave che come definizioni, quindi li presento come tali.
- RITMO: nella sua etimologia emerge la connessione con lo scorrere, il fluire. Non ha a che vedere con la rigidità.
- TENSIONE-RIPOSO: fin dalla poetica aristotelica, è la dinamica che permette alla musica pura di avere un valore di discorso, senza l’utilizzo della parola. La musica inizialmente è parola, la voce è il primo strumento musicale dell’uomo e la musica pura comincia a costituirsi come linguaggio autonomo solo a partire dal periodo barocco. La creazione di una tensione e il placarla per giungere al riposo è il codice genetico che ha permesso alla musica di sganciarsi dalla parole e diventare un linguaggio a sé, con la propria grammatica ed i proprio discorsi.
- MOTIVO: “cellula” della musica pura. Il mattoncino piu piccolo nel quale è presente la relazione tensione-riposo.
- FUGA: struttura musicale composta da
Presentazione del motivo
Ponte
Sviluppo (parte instabile, non risolta)
Ponte
Coda
- TONALITÀ: i suoni sono organizzati attorno ad un accordo e la musica può essere pensata verticalmente. Esiste una nota sensibile (che nella scala di Do è il Si) che crea la relazione tensione-riposo nella scala stessa. La struttura tonale è DOMANDA-RISPOSTA-RISOLUZIONE (accordo, tensione, accordo iniziale). Ha una organizzazione verticale, per accordi, a differenza della musica modale che si struttura per intrecci di linee e scale diverse. La musica tonale ha solo due scale: maggiore e minore.
- PARAMETRI DEL SUONO:
ALTEZZA: grave/acuto, maggiore/minore;
DINAMICA: intensità (quindi anche volume);
RITMO: durata degli elementi;
COLORE: timbro e articolazione (quello che permette di riconoscere quale tipo di strumento emette il suono)
- FORMA SONATA: strutturata in
I) Esposizione (a sua volta suddivisa in: Tema 1, Ponte, Tema 2, Coda o Codette);
II) Sviluppo (lungo ponte che connette II e III parte);
III) Ri-esposizione o Ripresa (suddivisa in: Tema 1 variato, Ponte, Tema 2 variato, Coda).
Il Tema 1 è sempre in opposizione o contrasto al Tema 2. La sinfonia è una forma sonata per orchestra. La lunghezza delle parti puo variare moltissimo.
- RITORNELLO: se il motivo è la cellula mimima di tensione-riposo, il ritornello è una struttura piu grande che viene riproposta, che ritorna. È ben identificabile, definito.
- COMPOSIZIONE: in termini generalissimi nel momento in cui pongo il primo elemento (nota o gesto) mi trovo davanti tre possibilità:
Ripetizione
Variazione
Cambiamento
- STRUTTURA: la configurazione di un insieme o il complesso degli elementi costitutivi di qualcosa e la loro organizzazione. Per esempio: a seconda delle scelte che compio nella composizione (nella scelta se ripetere, variare o cambiare) delineo una specifica struttura.
- TIMING: il timing non è la cadenza, ha a che vedere con la vita, delinea il tempo giusto perché una cosa avvenga
- ORGANICITÀ: è strettamente connessa col timing; l’organizzazione dell’avvenimento/oggetto attraverso un’intelligenza che non è “mente” ma un sapiente lavoro del corpo-mente/mente-corpo.
PRATICA DELLA FORMA SONATA, Franca Ferrari
Si prova a comporre una coreografia in forma sonata. Vengono delineati due motivi contrastanti dal punto di vista della qualità e a partire da questi si sviluppa la struttura: presentazione del primo motivo, ponte, presentazione del secondo motivo, sviluppo (in cui i due motivi si modificano e si scambiano, si presentano e ripresentano), coda.
Parole chiave: timing, organicità, risoluzione, differenziazione
Osservazioni: che cos’è un ponte nel movimento? Il passaggio tra un motivo e l’altro non è chiaro, non è riconoscibile come ponte. La coda invece introduce il tema della fine, della conclusione: come consegno attraverso il corpo la chiarezza della risoluzione? Come compongo una risoluzione nel corpo o nella intersezione corpo-tempo-spazio?
PRATICA DEI BASTONI, Franca Ferrari
Per lavorare la questione del passaggio. Si passa il bastone da una mano all’altra focalizzandosi sullo scambio tra le due, sperimentando vari percorsi e velocità di questi passaggi. La pratica aumenta di complessità fino a culminare nel passaggio alternato di un bastone tra le mani di tre persone, che se lo scambiano continuamente.
Parole chiave: passaggio, timing, previsione, peso, spirale
Osservazioni: è necessario attivare la capacità di prevedere il movimento dell’oggetto ed agire in tempo reale per non farlo cadere. Nel momento in cui i passaggi sono fluidi il bastone sembra fluttuare nell’aria, i corpi donano la propria presenza all’oggetto. La semplicità risulta meno semplice della complessità: nella semplicità a volte non si considera la complessità o la si considera in modo troppo mentale. Se metto tante regole e rendo il compito complesso distraggo il giudizio e sono costretto ad attivare organicità e timing. Lavorare l’organicità della cellula minima (passare il bastone da una mano all’altra) permette la modulazione della complessità. In questo tipo di pratica con gli oggetti mi relaziono ad essi “alla pari”, non li uso come strumenti da manipolare ma li considero come presenti dentro la pratica al pari di me.
SINTESI DELLA SETTIMANA IN UNA FRASE:
Il processo creativo guarda alle possibilità inespresse o non considerate dei sistemi già esistenti: l’arte quando parla in tempo presente parla al futuro.
OGGI, 23 SETTEMBRE 2018, QUALI CARATTERISTICHE VORREI AVERE COME AUTORE?
La capacità di rendere visibile il dettaglio, attraverso processi che vorrei fossero minimalisti: rendere un universo la cosa piu piccola.


