Performance in relazione all’esposizione “Corpo a corpo” presso Università Cattolica Sacro Cuore

 

Compito: ideare una performance che possa essere presentata in loop (3 ore) negli spazi della mostra prendendo spunto da una delle opere esposte. La proposta presentata deve essere una rielaborazione che nasce dalla visione dell’opera scelta, senza conoscere le motivazioni e la descrizione lasciata dall’artista.

Tempo di lavoro a disposizione: dal 19 al 22 Novembre

Opera scelta:  Federica Ferzoco – ATTESA#5

Titolo proposta coreografica: GAZE# fr/ing

Parole chiave:

materiale (garza: non legata alla ferita o alla morte ma analizzata per la qualità del materiale, per l’intreccio aperto, trasparente, rarefatto, per una percezione sottile)

sguardo (assenza dello sguardo nel calco della persona; legato alla parola: Dal latino gazatum o dal francese gaze; “Gaze” e “to gaze”  in inglese significa sguardo, guardare fisso)

Rifletto sulla relazione tra spazio e volumi delimitati dai calchi. In che modo i calchi dialogano con l’esterno? con l’occupazione di uno spazio, senza uno sguardo.

La modalità di movimento su cui lavoro in questi giorni nasce dallo sguardo come motore del movimento dove una parte del corpo si muove nella direzione opposta rispetto quella dove lo sguardo si poggia. Il movimento viene in un punto che varia di volta in volta respinto dallo sguardo. Visivamente voglio ricercare direzioni del corpo e dello sguardo opposte.

Lo sguardo non è narrativo ma si limita a descrivere e delimitare uno spazio.

A livello spaziale, date due statue in garza realizzate dall’artista e esposte su due caloriferi, mi muovo su un percorso a 8, che rimandano al bobbinet pattern o a un intreccio della garza, includendo panchine e caloriferi.

L’azione principale si sviluppa su uno dei due caloriferi e imbastita una partitura coreografica lascio aperta la possibilità di inserire ripetizioni, pause e improvvisazioni libere tra un elemento e l’altro. Durante la percorrenza dell’otto, seguendo la modalità di allontanare e direzionare il corpo in opposizione allo sguardo, posso variare la velocità e alternare una qualità più lineare aumentando la velocità o una più fluida e circolare rallentando.

La percorrenza è intercalata da pause in cui, prendendo una posizione di attesa, cerco di intercettare lo sguardo di uno studente, avvalendomi della possibilità, se c’è vicinanza, di spingere la persona al contatto visivo con un “ciao” o un inizio di conversazione.

Gli occhiali che occupano il calorifero o lo spazio antistante l’azione principale sono una scelta che fa riferimento alla storia di una bambina di 5 anni che costretta a portare la garza su un occhio portava degli occhiali in cui una delle due lenti era coperta, per nascondere la garza, da un foglio con un disegno colorato. 

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