diario di bordo 2018-2021

9/21 Marzo 2019 con Daniele Ninarello/ Marco d’Agostin/ Pablo Esbert Lilienfeld

By 21 Aprile 2019Giugno 19th, 2019No Comments
DANIELE NINARELLO
 Sentimento dell’Unisono. Verso il Corpo Espanso

Parole Chiave: Asse/Telescopio- Connettore/Recettore- Codice- Dna- Frattale-Autosomiglianza- Inclusione- Sintonizzazione- Percezione Sferica- Silenzio- Vibrazione Prima- De.scrivere l’altro- Segreto- Sentinella- Soglia

Lasciamo lo studio per raggiungere un parco situato a distanza di pochi metri. Portiamo con noi una penna ed un quaderno sul quale segniamo, durante il cammino, le cose che più catturano la nostra attenzione. Una volta raggiunto il parco, scegliamo un luogo. Possiamo sederci, se ci va, possiamo scattare delle fotografie o continuare a prender nota delle cose che ci attraversano. Dopo circa un’ora siamo invitati a continuare questo processo per mezzo del corpo e della danza.

  • Il corpo è in grado di captare miliardi di informazioni, di recepire sotto forma di sensazioni e su scala diversa gran parte delle cose che stanno accadendo intorno.
  • A tratti la mia visione si fa sfocata, il corpo è toccato; e sta reagendo ora, a volte riassumendosi, a volte invece così rapidamente da non lasciare dichiarata la sorgente dell’impulso che l’ha generato.
  • Provo a dirmi così che niente mi tocca. Non voglio che lo spazio gridi, ma mi interessa assistere al momento del movimento, alla sua urgenza d’accadere, alla sua necessità oltre l’ultima istruzione che mi sono data.

Ci incamminiamo verso lo studio, ma prima facciamo tappa in una pasticceria: gusteremo una brioche ed un caffè insieme, in silenzio. Contemplazione

Nello Studio. Vomero e sfenoide pronti ad essere percepiti. Movimento Circolare della Testa (cerchi iscritti fuori) con evoluzione e apprendimento delle possibili declinazioni del segno. Sterno con declinazione verso le braccia. Centro. Bacino. Gambe. 

Abbiamo consegnato la pratica nello spazio, creando un corpo mobile e vedendo come gli altri mi muovono. IMPUT/IMPULSO/OUTPUT per vedere in quale luogo del corpo l’impulso si manifesta, quale parte di me sta scegliendo.

Pensieri dal corpo

  • Espansione. Gravità
  • Ascolto
  • I corpi, lasciandosi toccare dagli altri e dallo spazio, si espandono nel presente. Il Tempo diventa preciso, le azioni fidenti.
  • Essere scritti dagli altri corpi, fallimento, caduta duale
  • Presenza e presentimento dell’azione
  • Apprendimento globale, in un corpo calmo ed espanso.
  • Il corpo si sta muovendo riassumendosi, riflettendo, reagendo.
  • Quando scopriamo che tutto ci muove, potremmo fare il gioco del “Non mi muovo”. Per lasciar accadere e manifestare nel corpo la necessità e il momento della deviazione dell’istruzione data.
  • Lasciarsi toccare, lasciarsi muovere e accadere. Il gesto come Emersione, forza di levità, risalita in superficie.
  • Una corrente unica
  • Farsi mezzo e spettatore dell’accadimento
  • Deriva, eco del silenzio
  • Uno

 

 

 

MARCO D’AGOSTIN

Dissezione e Coloritura del respiro (Prologo –Durata- Epilogo). Visualizzo una cerchiatura/sfera alla base della colonna. Questa è il nucleo da cui il respiro emerge e sale, accarezza, vertebra dopo vertebra per arrivare alla bocca e traforare il palato. Risalendo smuove le corde che come due colonne vibrando, emettono suoni. Lavoriamo dalla prima voce e restiamo in quella, lì dove vediamo che comincia ad evolversi, torniamo al seme. Nel frattempo il corpo è in continue posizioni di cambiamento, riassetto e il suono in una continua fase di risveglio.

Emissioni di Vocali-Consonanti-Parole

  • Il suono è emesso nello spazio per tornare poi a nutrire ed informare nuovamente il corpo.
  • Un punto delicato, un mentre, momento di passaggio quello dal respiro al suono.

 

Pratica Origami

1 suono 1 movimento che evolve in 1 parola 1 movimento nello spazio.

  • Concedere alla pratica il tempo necessario per dispiegare l’istruzione alla fantasia.
  • È necessario contare dentro un beat. Il corpo è impegnato in un processo complesso e perché resti calmo e produttivo, non deve perdere di vista il tempo, un beat costante, familiare.
  • Stropicciare

 

Pratica Heaven

emissione in loop del frammento “Heaven I’m in heaven”. Dove questo loop si situa nel corpo e come si manifesta nello spazio?

Pratica Disintegrational Loop

dall’origine del loop alla sua disintegrazione                                                                                                                          Prologo: relitto coperto di sabbia- Durata: Emersione- Epilogo: di nuovo nella sabbia.

Pensieri del corpo:

  • Lavorare davvero. Non affrettare i processi, ma restare vigili, permeabili e rapidi nella prensilità degli accadimenti.
  • Lasciarsi trasformare, e trovare la calma perché ci sia una recezione organica ed integrata.
  • Emersione come Evento di cui il corpo stesso diventa mezzo e spettatore
  • Peso. Gravità. Un eterno ora.
  • Picco= Manifestazione di un processo fisiologico
  • La durata del prologo è più estesa della durata dell’epilogo.
  • Epilogo, sono felice di essere arrivata fin qui. Avverto il corpo svuotato, il respiro è calmo e ogni parte attraversata, riattraversabile. Mi sono trovata volta oltre di me e, attraverso i miei occhi, ho sentito passare il respiro degli altri.
  • Difficoltà con i Volumi alti
  • Le parole sono spezzate, hanno difficoltà ad emergere e spesso si trasformano nell’andare.
  • Parole prive di significato logico
  • Parole piene, parole inventate, parole del corpo
  • Difficoltà/Conflitto con la chiarezza del processo interno e l’emissione completa del suono fuori di me.
  • Fede, Fiducia nel Processo.

 

Pratica Presente- Passato- Trapassato

Lo spazio è diviso in 3 corridoi. Ogni corridoio, a sua volta, presenta tre zone che corrispondono al Presente, Passato e Trapassato. Il corpo è invitato ad esplorare i tre tempi, avanzando /retrocedendo da una zona all’altra, e servendosi del movimento e di due frammenti di testo predisposti.

  • Chiara reazione fisica nel passaggio dal presente al trapassato.
  • Il trapassato invita spontaneamente alla reazione della regione posteriore del corpo.
  • Nel trapassato avverto una chiara separazione e allontanamento delle parti nel corpo.
  • La reazione al passato si manifestava in maniera sfocata, forse perché anch’essa situata fisicamente in una regione di passaggio tra presente e trapassato.
  • Nel presente, il corpo risuona in un flusso aperto e spontaneo.

 

Pratica Triangle

Una persona sta in un punto dello spazio. Gli altri due poli sono l’occhio di chi è di fronte e il fuori. 

Pensieri del corpo

  • Attesa
  • Punto d’origine. Seme.
  • Quando mi immergo completamente nel movimento, e rendo il suono libero di manifestarsi vengo sorpresa da questa possibilità.
  • Lungo viaggio, deformazione della realtà attraverso l’occhio che guarda
  • Essere guardati, guardare, sentire cosa sta accadendo intorno, come lo spazio sta risuonando,
  • Essere chiamati (tirati/attratti) dentro lo spazio.
  • Bombardamento spaziale, buchi, luna.
  • Perforazioni nello spazio, Lasciarlo entrare, lasciarsi attraversare da questo
  • Diventare calmi a tal punto da lasciar riverberare sul proprio corpo gli eventi e le scelte degli altri.
  • Cercare una luogo comodo e silenzioso dentro il corpo da cui poter guardare ed essere attraversati.
Pratica immaginativa

siamo al suolo ad occhi chiusi, guidati attraverso un processo di individuazione/immaginazione e percezione

  • Intimità, segreto
  • Scardinare se stessi
  • Lo svuotamento amplifica la percezione e apre il paesaggio.
  • Origine
  • Corrispondenza tra eccentricità e concentricità. Scavare fuori, scavare dentro.
  • Il movimento della voce disponibile, lasciare che naturalmente il suono emerga
  • Il suono muove.
  • E’ semplice, è tutto là!
  • Cercare di vedere tutto rende ciechi

 

 

 

PABLO ESBERT LILIENFELD

Abbiamo cominciato dalla visione di un estratto da Body on paper, un lavoro per cui Pablo ha composto la musica. L’abbiamo guardato, in muto, e ci è stato chiesto di immaginare un suono per quei minuti di solo che ci erano stati proposti. In seguito, siamo stati invitati a guardare quello stesso estratto indipendentemente ed utilizzare registratori per appuntare con la nostra voce delle idee/sonorità a cui avevamo pensato.

Dopo averci spiegato diverse relazioni possibili tra la performatività/naratività del suono e la danza (con riferimento a significative collaborazioni artistiche nel corso della storia) , abbiamo chiarito la differenza tra i vari tipi di strumentazione (acustica/analogica/digitale/ elettronica) e ci siamo dedicati ad una lettura più ravvicinata della composizione digitale. Ci ha mostrato le dinamiche di funzionamento di parti della strumentazione e ci ha invitati, a fine giornata, a testarne noi stessi l’utilizzo dando vita insieme ad una jam session.

E’ stato inoltre evidenziato che, nella relazione con il musicista, è importante che il coreografo instauri un dialogo aperto alla scoperta del mondo dell’altro e del modo in cui lavora. Parlare del progetto e del modo in cui è arrivato fin lì è il primo passo utile per cominciare a scambiarsi idee.  Più che in termini musicali, è necessario parlare in termini di sensazioni e politiche, quindi organizzazione. Prima di tutto, è importante che il coreografo si chieda se il pezzo ha davvero bisogno di musica e, se si, di che tipo di musica.

Questo dialogo è necessario per l’isolamento di principi di lavoro. Si tratta di condividere istruzioni che permettano al lavoro di funzionare, e ai singoli artisti di creare liberamente entro determinati/comuni parametri.

“La frizione è molto più necessaria ed utile di un educato consenso”

Leave a Reply

Share