diario di bordo 2018-2021

11 -15 Dicembre con Marco D’Agostin

By 21 Dicembre 2018No Comments

Ogni mattina siamo stati invitati a sederci in cerchio e a prendere una posizione comoda per iniziare un risveglio della voce e del corpo in gruppo.
Immaginando di essere in un deserto cerco di capire quali tracce e solchi  lascia il mio corpo nella sabbia  in questa posizione( malleoli,ischi,mani..)
Chiudo gli occhi e mi soffermo sul respiro. Senza modificare niente lo ascolto e attraverso profondi inspiri ed espiri faccio una sorta di massaggio alla colonna vertebrale. In un secondo momento concentro l’attenzione sulle costole, sul loro movimento che durante l’inspiro le fa espandere verso l’universo e nella fase dell’espiro le riporta verso il centro. Ci soffermiamo poi sullo sterno, che durante le due fasi del respiro , sembra si alzi verso il mento  e si abbassi verso il centro ed infine, ultimo passaggio, poniamo l’attenzione al palato e a come e quanta aria  è possibile scaldare al suo interno.
Ripeto questi fondamentali passaggi andando ad aggiungere in un secondo momento un suono durante la fase di espirazione ( l’uscita del suono sarà quello di una vocale, definita come un suono antico) .
Mi sposto ora nello spazio e scelgo una posizione differente in modo che la colonna acquisti un assetto diverso rispetto a quello iniziale e provo a sperimentare i diversi percorsi del respiro .
ci alziamo e ci posizioniamo in cerchio per andare a riscaldare di più la voce facendo diversi esercizi vocali che possano facilitare l’emissione del suono.
Finita questa preparazione Marco ci ha chiesto di scegliere un piccolo testo che ricordavamo a memoria per svolgere una pratica.
Il testo che ho scelto è un pezzo della canzone “alba chiara” . Da questo testo abbiamo estrapolato una o due parole e le abbiamo messe in loop. Alla fine della pratica ci è stato chiesto di togliere il suono e di continuare con solo il movimento.

OSSERVAZIONI:
Cosa accade al corpo durante l’emissione in loop del suono? Come si comporta? È più decorativo o ricerca delle posizioni che permettano  il più possibile  il fluire del suono riuscendo quindi a favorirne l’emissione ?

PAROLE CHIAVE:
respiro, testo, voce, corpo

Pratica del trapassato, passato, presente:
Sulla scena ci sono 3 persone e nello spazio ci sono 3 corsie per ogni persona che corrispondono a tre periodi temporali: trapassato, passato e presente. Ognuna di queste corsie deve essere attraversata e durante il percorso bisogna mettere in loop il testo memorizzato nella pratica precedente.

PAROLE CHIAVE:
tempo, durata, percorso, respiro, passaggio, voce, corpo , cambiamento

OSSERVAZIONI:
-cosa avviene al livello di ogni corsia? Come cambia il suono e il corpo?
-per far si che qualcosa succeda bisogna avere la pazienza di aspettare , di restare e ascoltare . è fondamentale rendere il corpo disponibile a tutto ciò che succede o può succedere.
-nel trapassato il suono è primitivo, non è quindi possibile riconoscere il frammento del loop.
-nulla è pre- determinato durante il processo
-Qual è il primo elemento da mettere in gioco ? corpo o voce?

Pratica di gruppo “we are family”:
Siamo in cerchio e ci immaginiamo di essere in un deserto. Sotto la sabbia è nascosto un frammento ( “we are family”);l’obbiettivo del gruppo è quello di far emergere questo frammento per poi farlo di nuovo scomparire . Nelle diverse fasi di ricerca ,scoperta e dissolvenza il gruppo deve cercare di sintonizzarsi il più possibile rendendo corpo e voce disponibile all’ascolto.

PAROLE CHIAVE:
deserto, frammento, corpo, voce, gruppo, scelta, durata

OSSERVAZIONI:
-ho avuto e notato una generale difficoltà nel lavorare con il gruppo
-non siamo riusciti a seguire totalmente le regole del task in quanto creavamo molti  tentativi di progressione senza mai concluderne uno

Pratica One Word for One Movement:  una parola / suono  corrisponde ad una piega del corpo.

Formato 1 : lavoro singolo tutelato da un compagno
formato 2 : battle

PAROLE CHIAVE:
piega, voce, corpo, ritmo

OSSERVAZIONI:
-corpo e voce si comportano nella stessa maniera: entrano in un flusso che potrebbe non smettere mai.
-quanti e quali strategie si possono trovare per continuare nella ricerca senza bloccarsi in “vicoli ciechi” perché magari non si trovano più parole da dire o il movimento ci porta a fare movimenti che non corrispondono più alle regole del task ( 1 parola- 1 piega)?

 

Pratica del cerchio:
All’interno del cerchio ci deve essere sempre almeno una persona e al suo esterno ne devono rimanere almeno tre.
FASE 1): si entra nel cerchio e quando si arriva al suo centro  la voce inizia ad emettere un suono o il frammento di testo scelto . Il corpo segue la voce in un secondo momento .
FASE 2):Inizia prima il corpo e poi ad un segnale di Marco subentra la voce.
FASE 3): Nello stesso istante in cui si decide di entrare nel cerchio voce e corpo partono insieme senza pensare alle parole che verranno detto o al movimento che si andrà a fare.

PAROLE CHIAVE:
corpo, voce, gruppo, solo

OSSERVAZIONI:

come si comporta il movimento in assenza o presenza della voce?

Leave a Reply

Share