Con l’occhio esterno di Marco d’Agostin e quello di Davide Valrosso in questo periodo abbiamo lavorato il nostro progetto in vista del Festival “Più Che Danza” di Franca Ferrari .
I primi giorni li ho condivisi con Giacomo Giannangeli e il suo lavoro con la voce.
Insieme a lui e a Martina Rota, abbiamo studiato e ricercato le risonanze della voce e la localizzazione di queste all’interno del corpo.
Gli ultimi giorni li ho invece trascorsi con Lorenzo De Simone per definire, sistemare e lavorare “Eigengrau”, il duo che abbiamo portato in scena il 30 Novembre al Teatro Fontana.
Ho proposto a Lorenzo una pratica che riuscisse a far emergere i punti critici e i punti di forza del lavoro al fine di prenderne nota e analizzarli.
Alcuni dei punti emersi:
-Il tempo di attenzione è breve e vulnerabile
-Lasciar agire la sensazione che arriva
– Il pensiero riempie il corpo, il respiro riempie il corpo
-Pensiero come dialogo-monologo o come immagini-fotogrammi?
-Tutto è molto fragile e complesso: come tocco, come sfioro, come osservo, come prendo…?
-Qual è il ruolo della visione?come prenderne parte? è libera o dipende dal corpo?
-caos
-inatteso……
Dal 26 al 2 di Dicembre è iniziato il festival Più che Danza e ognuno di noi ha avuto la possibilità di seguire le prove tecniche dei diversi artisti, di partecipare e interagire all’incontro sul tema della “trasformazione” tenuto dal professor Alessandro Pontremoli, Franca Ferrari e Rossella Lepore e partecipare agli incontri “Invocazioni” a cura di Daniele Ninarello.
è stata un’esperienza di crescita, incontro e condivisione.


