Per questa sessione ciascuno ha lavorato singolarmente al proprio progetto separatamente.

Personalmente ho sfruttato questa occasione per riprendere il lavoro su Idillio. Dopo il primo studio presentato a novembre 2019 per Più che Danza! ho preso in considerazione i vari elementi che compongono il progetto.

Ho individuato diverse qualità di movimento e usato diverse strategie compositive per elaborare nuovo materiale. Mi sono interessato alla ripetizione, l’immobilità, il movimento lineare e il movimento incontrollato. L’elemento che ha unito le diverse parti della ricerca è il senso, il significato che è proprio del movimento.

Per iniziare ho preso consapevolezza di come il corpo sia un mezzo utilizzato per l’espressione di concetti tramite i propri movimenti e l’utilizzo dei segni. Il cervello lavora per associazioni e tenta istintivamente di conferire significato ai movimenti e segni che vede prodotti da un altro corpo. 

L’interesse del lavoro è ricercare un movimento/un modo di danzare che possa prescindere dal significato e oltrepassare la soglia del significato razionale che può essere conferito al movimento sulla base della nostra eredità culturale.

Il secondo step, lavorando su una logica di senso vs non-senso, è stato lo studio del movimento fuori contesto. Per cui come il corpo si rapporta alla situazione in cui si trova in modo più o meno conforme; il movimento non può non apparire imbarazzante, inadatto, ironico o comunque giudicabile se non escludendolo dalla realtà in cui è inserito. Il corpo diventa quindi confuso e inizia a evadere da una logica di senso e significato avviando un percorso più profondo.

Terzo step è l’esplorazione del nuovo paesaggio. Un’esperienza in cui il senso delle cose è rivisitato e vengono aperti nuovi scenari. Il corpo esplora la possibilità di nuovi vocabolari, dove il movimento è dettato da uno scambio di informazioni fra le parti del corpo, impulsi e adattamenti costanti.

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