PRATICHE CON DAVIDE VALROSSO
Pratica del curatore:
due persone sono bendate mentre una terza ha il ruolo del curatore, deve cioè facilitare e occuparsi tramite impulsi e indizi tattili dei due ciechi, favorendo così i possibili incontri fra le due figure. In un primo momento il curatore è più attivo, nel corso della pratica si distanzia e cerca di osservare oltre ad agire sugli altri due corpi. I due ciechi sono in costante ascolto e formano un dialogo, dove nessuna voce possa prevalere sull’altra, seguendo un’ idea democratica di approccio.
OSSERVAZIONI:
- il curatore, avendo la responsabilità della sicurezza dei due ciechi, ha un ruolo ambiguo fra l’essere guida e partecipante in egual misura degli altri
- nel ruolo del cieco è molto facile cedere all’ansia del fare, le bende sugli occhi sono uno strumento per cercare soluzioni nuove per un dialogo reciproco fra i corpi; questo viene facilitato da delle sospensioni nel movimento ogni volta che i due corpi trovano un nuovo punto di contatto
- il carattere lento che assume la pratica mette in rilievo la plasticità dei corpi, suggerita anche dai movimenti curati e attenti dei movers
Parole chiave: responsabilità, dialogo, pausa, ascolto
Pratica dell’oscillazione:
prima parte: sdraiato a terra percepisco tutti i punti di contatto con il pavimento ——> oscillando sposto e ruoto il corpo in modo da mettere ogni parte del corpo in contatto con il suolo ——> trasferisco lo stesso concetto stando in piedi, tutto lo spazio attorno a me è una superficie di contatto come lo era il pavimento ——> tengo in considerazione la presenza degli altri corpi e punto una parte del mio corpo verso uno di loro, lascio che questi vettori inizino il mio movimento
seconda parte: tutti camminano nello spazio ——> uno dei movers si ferma e ripercorre i punti descritti nella prima parte ——> giunto all’ultimo stadio il mover trasferisce la pratica verso un altro tramite l’intenzione del movimento e il contatto visivo, si crea così una staffetta ——> i passaggi diventano più frequenti e rapidi fra i movers fino a creare un discorso collettivo
Parole chiave: superficie, passaggio, ruotare, trasferire
PRATICHE CON DANIELE NINARELLO
Pratica del groove:
in cerchio, ciascuno nel gruppo inizia un movimento oscillatorio che si sposta fra un piede e l’altro ——> con il passare del tempo ed entrando in ascolto e dialogo degli altri si possono coinvolgere nel movimento le braccia e il busto ——> il movimento di ciascuno informa quello dell’altro, ciascuno si fa influenzare dal riverbero e le informazioni esterne trasferendolo nel proprio corpo ——> si punta a creare un ritmo, un senso comune fra tutti i membri, questo può variare nel corso della pratica ma il groove rimarrà condiviso da tutti, senza imposizioni da parte del singolo.
OSSERVAZIONI:
- il senso di dialogo fra corpi svalica oltre i consueti standard di partecipazione ad una discussione, il dialogo passa prima dall’ascolto comune che da una proposta personale
- il movimento della colonna vertebrale si è rivelato l’elemento fisso e maggiormente comune nel moto di tutti i movers
Parole chiave: simbiosi, ascolto, oscillazione, annullamento, esterno/interno


