Sessione di pratiche con Marco D’Agostin e Daniele Ninarello. Elementi di management della cultura con Gianluca Cheli.
Pratiche con Marco D’Agostin
Pratica dell’archiviazione: gruppo diviso in coppie, uno è il mover mentre l’altro agisce sul primo con il tocco; la pratica si struttura in quattro fasi.
I. Il curatore tocca diverse parti del corpo del mover che da questi tocchi riceve delle immagini, anche collegate a ricordi.
II. Continuando nel tocco, il curatore racconta una storia di sé al mover per ogni contatto che instaura con il corpo dell’altro.
III. Il curatore compie un solo tocco, raccontando una sola storia.
IV. Il mover riavvolge la memoria accumulata nelle fasi precedenti e crea un piccolo elaborato di movimento, un bonsai, della durata di 1-2 minuti.
Parole chiave: scrittura, memoria, ricordo, immagine, struttura
OSSERVAZIONI: quando ricevevo il tocco e udivo la storia che mi veniva raccontata rispondevo anche emotivamente, non solo attraverso il movimento del corpo. L’emozione ha influenzato i movimenti del corpo, alle volte rendendo il movimento rappresentativo.
Pratica Dall’aperto al chiuso: pratica da svolgere singolarmente, divisa in una parte all’aperto e l’altra in studio.
All’aperto: per 40 minuti mi sposto all’aperto in base ai miei desideri più immediati; trascorso il tempo agisco in modo da essere ben visibile nello spazio in cui sono; conclusa l’azione scelgo un passante e lo seguo mimetizzandomi per 40 minuti.
Al chiuso: rientro in sala, dove c’è della musica molto forte e ritmata, ripercorro la memoria dell’esperienza all’aperto e lascio che attraversi il corpo tramite il movimento, alla fine genero un bonsai.
OSSERVAZIONI: il lavoro iniziale sul desiderio e l’azione da svolgere all’aperto hanno lasciato molto spazio al movimento incondizionato una volta rientrato in sala. La memoria riavvolta era piena di immagini che continuavano a riaffiorare, per questo non ho mai smesso di muovermi nella fase al chiuso.
Parole chiave: desiderio, azione, pubblico, memoria, sé.
Pratica con Daniele Ninarello
Pratica di vomere e sfenoide: pratica del singolo, estendibile anche al gruppo.
Il lavoro si è incentrato sul tema del movimento reazionario e come questo moto mi permetta di cogliere le differenze fra quel che accade dentro e fuori di me.
La produzione di moto corrisponde ad una produzione di pensiero, di un’architettura. Come mi lascio muovere dalle percezioni, da quel che percepisco? ———> Seleziono: cosa seleziona il mio corpo e perché?
Nella pratica alleno il movimento reazionario del corpo per cui non decido cosa dire, è il mio corpo a dire qualcosa riguardante me.
La pratica è anatomica inizialmente e si sviluppa in una pratica compositiva.
Prima fase:
Percepisco il mondo esterno attraverso le strutture ossee di vomere e sfenoide, queste si intersecano sulla colonna e direzionano corpo/sguardo
Altri elementi: vedere, sentire (attività muscolare), occipite, rifletto. La colonna informa gli arti e il loro movimento.
Genero un “luogo di mezzo”: fra ciò che vedo e ciò che sento, dove si crea la relazione.
La pratica si svolge attorno ad un sistema circolare di scambio di informazioni: paesaggio — — —> occhio/colonna — — —> arti — — —> pensiero (moto reazionario) — — —> paesaggio
Seconda fase:
Creo una matrice tenendo in considerazioni i tre concetti di: autosomiglianza, riflesso, associazione.
Attraverso questi tre concetti evolvo la matrice originaria e creo una derivazione costante di movimento; come in natura le strutture si replicano per somiglianza secondo frattali e trovo gli elementi associativi attorno a me attraverso il mio movimento riflesso, non creo nuovo movimento originale.
OSSERVAZIONI: con il tempo nel corso della pratica la razionalità lascia spazio ad un maggior senso di presenza fisica che genera il movimento, come un diverso tipo di intelligenza. Vi è una sensazione di familiarità e godimento.
Parole chiave: frattale, sfenoide, vomere, matrice, autosomiglianza, riflesso, associazione, vedere, sentire, selezione, dentro/fuori.
Lezione di management delle attività culturali con Gianluca Cheli
Ci siamo occupati di:
- Creazione di un dossier per residenze e produzioni
Il dossier è uno strumento pratico e utile per presentare il proprio progetto in via di sviluppo ad eventuali residenze o produttori che possono esserci di supporto. Aiuta a mettere a fuoco la progettualità e in particolare modo il lato pratico della mia idea originale
- Proposte per attività da svolgere durante il festival Dominio Pubblico
Il gruppo è stato diviso in due, ciascuno ha dovuto preparare e presentare un’attività che integrasse il programma del festival Dominio Pubblico di Roma. La proposta doveva tenere in considerazione specialmente il contesto urbano e sociale del quartiere in cui si inserisce il teatro India, sede del festival.
- Impostazione dei circuiti artistici in Italia
Come è organizzato il sistema di fruibilità delle arti performative in Italia? Quali sono le principali differenze fra i circuiti italiani nelle diverse regioni? Come si compongono i bandi di tali circuiti e quali requisiti sono richiesti per accedervi?


