PRATICHE CON MARCO D’AGOSTIN
In questa sessione il lavoro si è concentrato sul rapporto fra voce e movimento, come questi creino un immaginario e come lo spostamento del corpo modifichi l’emissione del suono.
Pratica della nascita e disgregazione:
sono nello spazio, verticale e immobile. Trovo la strada per far nascere un loop di suoni, emergo dalla sabbia e questa sta pesante su di me, faccio emergere il relitto fino ad averlo scoperto tutto, infine lo re-immergo.
OSSERVAZIONI:
la generazione del suono ha creato in me un distacco dal corpo, ero in una zona sconosciuta. Infatti ho tergiversato attorno all’argomento della pratica invece di andare verso il nucleo, il punto dove voce e corpo sono più vicini.
PAROLE CHIAVE: loop, suoni, relitto, emergere
Pratica Haeven:
il gruppo sceglie il frammento di una canzone comune a tutti, ciascuno ripete il frammento contemporaneamente e in loop. Modifico l’uso della voce ogni volta che ripeto il frammento. Ascolto e presto attenzione a quali parti del corpo vengono stimolate dal loop. In un secondo momento continuo la pratica rendendo visibili gli output nel corpo.
OSSERVAZIONI: il processo che ho percorso durante la pratica è rimasto in superficie. Lo svolgimento della pratica non ha creato reazioni emotive o connessioni con la mia memoria. Mi sono concentrato sul seguire le indicazioni della pratica, non le ho interiorizzate. Interessante capire il motivo di questa applicazione della pratica.
PAROLE CHIAVE: loop, processo, memoria, output
Pratica One word one movement:
- muovo il corpo creando pieghe, per ciascuna piega genero un suono
- a ciascuna piega del corpo faccio corrispondere una parola
- Svolgo la pratica in coppia, elaborando una conversazione e giocando con le velocità
OSSERVAZIONI: la pratica è molto stimolante, corpo e voce tendono ad appoggiarsi sulla memoria. Spesso sono finito col ripetere gli stessi movimenti e gli stessi suoni/parole.
PAROLE CHIAVE: pieghe, memoria, abitudine, suono, risposta
Pratica immaginativa:
disteso al suolo lascio affiorare emozioni e vecchi ricordi ———> immagino una persona che mi osserva e inizio a muovermi per lei ———> la perdona si allontana e scompare, io mi continuo a muovere cercando la sua attenzione ———> danzo nello spazio lasciato vuoto dall’altro.
OSSERVAZIONI: il corpo è un trasportatore di emozioni.
PAROLE CHIAVE: vecchio, ricordi, danzare per, contatto
Pratica del Triangle:
Dopo l’esperienza di febbraio la pratica del Triangle si è sviluppata con le seguenti indicazioni:
- non è una pratica sullo sguardo ma sull’osservazione
- quali input permetti di attraversati e manifestarsi?
- è semplice, è tutto là
- la voce c’è come ogni altro strumento
- cercare di vedere tutto rende ciechi
- eccentricità/concentricità, scovare fuori è scavare dentro
LEZIONI DI MUSICA CON PABLO ESBERD LILIENFELD
Nei giorni di lavoro con il musicista, danzatore e coreografo Pablo E.L. abbiamo trattato il rapporto fra musica e danza, nello specifico abbiamo trattato la musica elettronica e l’utilizzo di questa nelle produzioni di danza contemporanea.
Abbiamo identificato diverse relazioni possibili fra danza e suono:
- La musica può essere preesistente alla coreografia
- La musica può essere preesistente ed eseguita dal vivo (es. balletto)
- La musica può essere composta dopo la coreografia, registrata e riprodotta
- La musica può essere composta dopo la coreografia ed eseguita dal vivo
- La musica può essere improvvisata su una coreografia già fissata
- La musica può essere improvvisata simultaneamente alla danza
- La musica può essere già composta e accompagnare un’improvvisazione
Un elemento fondamentale che definisce quale di queste relazioni utilizzare per una produzione è la drammaturgia.
La particolarità della musica elettronica è che la relazione tra fonte (esecutore) e suono è molto astratta. L’esecutore usa un sintetizzatore, che crea la relazione attraverso un software.
Parlando di musica elettronica abbiamo spaziato fra i vari metodi con cui può essere generato il suono:
- Acustico: produzione di suono che non ha alcuna aggiunta (amplificazione, filtri…)
- Elettrico: che usa l’elettricità, circuiti elettrici
- Suono analogico= che somiglia, utilizza circuiti elettrici o bande magnetiche (tipo VHS)
- Digitale= che traduce i codici del computer in suono, è una ricostruzione
In musica elettronica un suono può essere:
- Sintetizzato: creato da zero, come in laboratorio
- Campionato: elaborazione di suoni preesistenti
In seguito a questi elementi teorici Pablo ci ha fatto sperimentare il campionamento dei suoni e la loro sintetizzazione con i suoi strumenti. La sperimentazione si è conclusa con una jam session dove ciascuno ha campionato dei suoni attraverso il sintetizzatore e ha poi partecipato ad un’improvvisazione musicale di gruppo.


