Durante la sessione di aprile ciascuno di noi ha avuto modo di concentrarsi sul proprio progetto, iniziando a definirne gli aspetti principali. Il risultato finale è stata una presentazione di dieci minuti ciascuno di fronte agli organizzatori del festival Danae, che hanno così conosciuto i nostri progetti.

 

Personalmente il mio progetto Idillio ha raggiunto in queste giornate una svolta importante, sulla quale ho avuto modo di confrontarmi con ciascun tutor e che ha indirizzato tutto il progetto su una nuova traiettoria.

All’inizio della sessione Idillio si presentava come un progetto fondato sulle idee di contemplazione sicura, quieta, lontana dalle ansie, dai desideri smodati, dalle lotte, nonché dal travolgente amore passionale. Fino a questo momento avevo lavorato su queste idee con un corpo quasi sempre immobile o impegnato in movimenti lenti, periferici e ripetitivi. 

Per cercare di comprendere meglio questa mia attitudine interna e della quale faticavo a comprendere l’origine ho scelto di condividere una pratica di movimento con tutto il gruppo. Ho cercato du guidare il gruppo attraverso le mie stesse sensazioni per comprendere se queste potessero essere condivise o meno.

Il risultato della pratica ha dato esiti molto diversi per ciascun elemento del gruppo, perché la pratica richiede un forte coinvolgimento personale, anche a livello emotivo. Le mie qualità di movimento non riuscivano a trovare delle corrispondenze negli altri.

Qualcuno ha commentato la pratica esprimendo un forte desiderio di movimento, al contrario della staticità che questa consigliava. Questo commento mi è rimasto particolarmente impresso e ho deciso quindi di provare a ricercare le idee guida di Idillio in un corpo sfrenato.

Ho sperimentato questo nuovo approccio e il risultato, seppur grezzo, si è rivelato funzionale e chiaro. Alcuni punti chiave si sono definiti e da questi ho proseguito la mia ricerca:

  • il movimento non viene generato unicamente da dentro
  • l’incipit del movimento viene da fattori esterni al corpo e recepiti da tutti i sensi
  • il corpo può elaborare le informazioni esterne cogliendo ricordi che emergono e risponderne di conseguenza
  • il corpo deve rispondere alle stimolazioni sensoriali che riesce a percepire il più rapidamente possibile

C’è una questione aperta che necessita di essere approfondita, questa riguarda:

  • il mio atteggiamento ironico e auto-ironico durante la pratica
  • l’idea di provare piacere durante la pratica, come questo definisce il mio sguardo e il modo in cui questo si relaziona agli spettatori (quando presenti)
  • una volta esaurita l’energia per continuare a muovermi mi fermo, ma questa non è la fine, cosa accade dopo?

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