PRATICHE CON FRANCA FERRARI
1.Pratica con l’Elastico: partire con un elastico tra le mani, tirarlo e vedere le reazioni del corpo. Portare questa esperienza nello spazio in una condizione di continuità. Quando si è pronti, lasciare l’elastico e continuare come se lo si avesse tra le mani. Provare a trasferire in tutte il corpo le sensazioni esperite. Sperimentare questa esperienza degli elastici al suolo.
2.Pratica sul Cammino: camminare nella stanza e capire cosa rende la camminata continua e cosa la fa fermare. Provare a fare la stessa cosa, ma al suolo.
Osservazioni: durante questa pratica, il corpo ha trovato ed esperito alcuni principi fisici, quali: tensione, rimbalzo, organizzazione, ripetizione (termine che richiama il concetto di routine e quindi ciò che ha a vedere con la sicurezza, la sedimentazione e la chiarezza), passaggio (questione delicata poiché serve per creare fluidità e continuazione. Oggi come oggi è fondamentale per creare una rigenerazione continua).
Parole chiave: elastico, continuità, scoperte.
PRATICHE CON DANIELE NINARELLO
1.La pratica proposta da Daniele durante questa sessione di lavoro, ruota intorno al concetto di MOVIMENTO REAZIONARIO per cercare di capire la differenza tra ciò che accade fuori e ciò che accade dentro di sé. Come persona che percepisce, è naturale che seleziono. Ma cosa seleziono? Come seleziono?
L’esterno influenza il mio corpo, il mio corpo influenza la mia struttura, la struttura produce movimento che è pensiero. Muoversi significa pensiero, pensare significa costruire/creare architettura.
A livello fisico il lavoro parte da due strutture poste all’altezza degli occhi, come terminazione della colonna vertebrale: lo sfenoide e il vomere. Le immagini arrivano ed entrano nei bulbi oculari e da lì, grazie alle due strutture sopracitate, entrano nella colonna vertebrale.
Questa pratica si concretizza attraverso 6 passaggi:
paesaggio
occhi –> colonna vertebrale
arti
pensiero
paesaggio.
Infine, durante questa sessione, in connessione con questa pratica, abbiamo lavorato su tre concetti: automimesi, riflesso e associazione.
Durante questa sessione, il coreografo si è concentrato sulla questione della CONTEMPLAZIONE, ossia la capacità di osservare il tempo stesso dell’azione. Questo termine permette di collegarci alla seconda pratica proposta da Ninarello.
Parole chiave: movimento reazionario, corpo espanso, occhi, vomere, sfenoide, esterno, struttura, movimento, pensiero, architettura.
2.Pratica all’Aperto per la contemplazione: camminare tutti insieme per la strada e annotare su un foglio le cose che colpiscono sia a livello fisico sia a livello immaginativo. Successivamente, fermarsi in un parco, contemplare persone e natura, scrivere gli output percettivi e poi danzare.
Parole chiave: contemplazione, percezione.
PRATICHE CON MARCO D’AGOSTIN
Ogni giorno ci veniva proposta la visione di video di spettacoli costruiti intorno all’uso congiunto di corpo e voce. Nello specifico, abbiamo visto:
– COSAS di Alma Söderberg;
– LEGITIMO RESO di William Forsythe;
– FREEING THE VOICE di Marina Abramovich;
– CARNE TRITA di Roberto Castello.
1.Pratica Heaven: decidere un frammento di una canzone uguale per tutti. Entrare nello spazio, rimanere fermi e ripetere in loop (variando ogni volta) il frammento, registrando in quale parte del corpo questi loop agivano. Successivamente, mantenendo la voce, rendere visivi gli output corporei.
2.Pratica Disintegrational group: a) Portare il corpo nello spazio, immobile nella verticalità; b) fare emergere il relitto (ossia il frammento della canzone della pratica 1); c) farlo riscomparire.
3.Pratica collettiva sulla voce: emettere in gruppo dei suoni in risposta a quelli dei compagni e, poi, aggiungere anche il corpo.
4.Pratica One word one movement: a) per ogni piega del corpo emettere un suono; b) per ogni piega del corpo emettere una parola.
5.Pratica immaginativa: a) membra distese al suolo; b) prendere contatto con le proprie emozioni, sentimenti e pensieri vecchi; c) far entrare una parola e pian piano sgretolarla e lasciarla andare via; d) immaginare una persona davanti a sé che ci osserva; e) iniziare a muoversi per questa persona; f) incontrare i suoi occhi; g) danzare insieme; h) in questa relazione far riapparire la parola del punto c; i) la persona pian piano sia allontana sino a scomparire, ma lo scopo è quello di muoversi sempre di più per farsi notare; l) danzare nel vuoto che è rimasto; m) compare la parole FINE.
Osservazioni:
– Evocare parole e persone spesso è faticoso, fa paura e lascia uno stato di angoscia;
– C’è stata la necessità di tenere gli occhi sempre chiusi senza mai cercare il contatto e il sostegno delle persone presenti nella stanza;
– Cosa ho provato quando ho sentito la presenza dell’altro?;
– E quando l’ho visto negli occhi?;
– E cosa è accaduto negli altri passaggi?
Parole chiave: immaginazione, parola, persona, guardarsi negli occhi, danzare.
6.Pratica del Triangle: vedere Learning Journal n. 13. Al termine di questa sessione, sono apparse queste nuove istruzioni:
-Non è una pratica sullo sguardo, ma sull’osservazione;
-È semplice! È tutto là!;
-Cercare di vedere tutto, rende ciechi;
-Esiste una corrispondenza tra eccentricità e concentricità;
-Scavare fuori aiuta a scavare dentro
STUDIO DELLA MUSICA NELLA DANZA CONTEMPORANEA CON IL MUSICISTA, DANZATORE E COREOGRAFO PABLO ESBERT LILIENFELD
Attraverso i suoi studi e la sua esperienza, il musicista Pablo ci ha immerso nel mondo della musica digitale che oggi viene molto utilizzata nella danza contemporanea. Spesso si fa una confusione a livello terminologico, che è bene risolvere specificando tre termini:
–Acustico= strumento musicale che produce il suono così com’è senza avvalersi di alcun supporto;
–Elettrico= strumenti analogici che fanno uso di circuiti elettrici, ma non digitali;
–Digitale= attraverso il computer, gli strumenti analogici vengono rappresentati in digitale.
La tipologia di musica oggi maggiormente utilizzata è quella digitale. Per questo motivo, Pablo ci ha presentato diversi programmi digitali che vengono utilizzati per comporre musica e ci ha spiegato nel dettaglio come funzionano, quali suoni sono già campionati e come campionare suoni nuovi. Inoltre, ci ha permesso di usare questi strumenti nel concreto creando una musica di gruppo dapprima campionando suoni nuovi e registrandoli, e poi facendo una jam session utilizzando sia i suoni campionati sia quelli già presenti nel programma.
Infine, ha soffermato la nostra attenzione sulla relazione musica-corpo affermando che esistono 5 aspetti base:
-Musica che esiste già;
-Musica che è già composta e la danza viene creata per quella musica e poi viene fatta dal vivo;
-Viene creata prima la danza e poi viene prodotta e registrata la musica;
-Musica improvvisata dal vivo;
-Musica e danza vengono improvvisate dal vivo.
In questa relazione non è importante se c’è campionatura, improvvisazione, registrazione o altro, l’importante è che ci sia una drammaturgia.


