Questa sessione di Incubatore è stata dedicata al lavoro di quattro autori: Giorgia Fusari, Martina Rota, Lorenzo Morandini e Loreno De Simone. Nello specifico, è stato deciso di focalizzare l’attenzione su questi quattro lavori perché alcuni dovevano essere presentati al Festival Tendance a Latina il 28 settembre (Giorgia Fusari, Martina Rota, Martina Gambardella e Lorenzo De Simone) e altri al Festival MilanoOltre il 07 ottobre presso il Teatro Elfo Puccini di Milano (Giorgia Fusari, , Martina Gambardella e Lorenzo Morandini).

Per quanto mi riguarda, il lavoro “Variazione #2: Elogio alla Gentilezza” ha avuto un totale sconvolgimento sia per l’uso del materiale presente in scena, sia per la coreografia sia per la qualità del corpo. Grazie agli occhi attenti di Franca Fearrari, Daniele Ninarello e Davide Valrosso, sono riuscito a tornare al cuore e all’essenza della gentilezza: un corpo e una gestualità delicata all’interno di un’energia e una presenza forti, così com’è la gentilezza che è forte e delicata allo stesso tempo. Ma soprattutto, oltre a essere evoluto il lavoro, sono evoluto io come persona e come professionista provando a lavorare e a mettere in atto un concetto che mi ritorna spesso in questo: riuscire a far rivivere ogni volta l’essenza di gesti standardizzati e stabiliti a priori. Vuol dire vivere nel presente, capire di cosa abbisogna quel gesto in quel momento, di quale ritmicità e di quale intensità. E ogni volta cambia a seconda di me, della situazione, di chi mi guarda: bisogna stare in ascolto per poter davvero cogliere l’essenza e far vivere ancora e ancora quel gesto come se fosse la prima volta. È qualcosa di potente, ma anche di travolgente ed emozionante. E non solo, di fondamentale importanza è la percezione di quello spazio infinitesimale tra la fine di un gesto e l’inizio di quello successivo: è lì che prende vita tutto; è lì che si comprende l’essenza non solo del gesto, ma della gentilezza in generale.

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