PRATICHE DI CONDIVISIONE CON FRANCA FERRARI E DAVIDE VALROSSO

PRATICHE DI FRANCA FERRARI

1. Pratica sulla Trasmissione: a) appoggiare il bacino sulla palla: muovere il baricentro per spostare la palla e/o muovere la palla per spostare il baricentro; b) appoggiare un braccio sulla palla: muovere la palla con il braccio e/o il braccio mediante la palla cercando di non spostare il baricentro del corpo; c) fare lo stesso esercizio, ma usando solo la testa; d) sempre con la testa appoggiata, incrementare il movimento del corpo e percepire il peso: il copro segue e poi compensa o prima compensa e poi segue?; e) alzarsi in piedi, con la palla tra le mani all’altezza del viso. Facendo cadere la palla lontano o vicino da sé, far avvenire la trasmissione; f) partire da diverse altezze della palla cercando di distinguere la fine dell’atto della fitball con la fine della trasmissione (non sempre coincidono); g) introdurre il concetto di assestamento e disassestamento; h) provare a fare piccoli o grandi slanci della palla nello spazio; i) provare a sperimentare la trasmissione, ma senza palla; l) partire in un punto della sala e individuare un punto di fine. Tracciare, lungo il percorso delineato, una linea retta mediante il gomito; m) accelerare il tracciato (per fare questo devo usare la trasmissione); n) ora, sempre nel percorso scelto, lanciare il gomito.

Parole chiave: trasmissione, baricentro, atto, frammentazione, tempo, assestamento, disassestamento, accelerazione, tracciato, tracciare.

Osservazioni:
– Spesso, quando si muove la testa, il problema principale è che si muove contemporaneamente anche tutto il corpo senza che avvenga una frammentazione (ossia, prima muovo la testa e poi lascio che tutte le altre parti del corpo seguono: questa è una questione di tempo).
– Da dove origina il primo movimento? È voluto o è sentito? Credo che partire dalla volontà o dall’istinto possa realmente cambiare ciò che accade dopo e che produca conseguenze diverse nella trasmissione.
– In alcuni casi, ho osservato una “esagerazione” del corpo: è necessario tutto questo? Perché aggiungere dei movimenti in più? È davvero così naturale? Quando c’è verità?
CERCARE LA VERITÀ SIGNIFICA ADEGUARSI A CIÒ CHE ACCADE.

2. Pratica sul Disequilibrio: a) fare una gara due a due utilizzando la fitball: andare da un punto all’altro della sala il più velocemente possibile usando appoggi e bacino senza uscire dalla palla; b) sdraiati a terra, provare a rotolare senza palla usando i quattro appoggi non per rotolare, ma per sposarsi nello spazio. Bisogna essere il più possibile funzionali; c) qual è il corrispettivo in piedi della rotolata a terra? È la camminata! Quindi ora camminare e cercare di essere il più possibili veloci. Come esserlo? Amplifico la distanza tra i piedi; d) riprendere esercizio e) del punto 1. Pratica sulla Trasmissione 1. La parallelità che atto è? È una spinta verso il basso (e quindi tutto il resto segue di conseguenza). Distinguere il mio peso da quello della palla; e) fare la stessa cosa del punto precedente, ma senza palla e usando solo il braccio destro (esso, come quando si aveva la palla, non cade addosso, ma cade sempre oltre il mio corpo). Quello su cui si sta lavorando è l’uscire dal proprio asse per andare in disequilibrio; f) usare le due braccia insieme per provocare la caduta del peso; g) mantenere le braccia alzate, ma ora ciò che mi muove nello spazio è lo spostamento del baricentro; h) giocare tra gli originatori del disequilibrio: bacino, una delle due braccia, entrambe le braccia; i) mentre sto usando un originatore nella mia traiettoria, cambiare spostamento modificando il generatore; l) oltre agli elementi già presenti, scegliere un originatore in più a proprio piacimento.

Parole chiave: disequilibrio, uscire dal proprio asse, originatore di spostamento, camminata, andare oltre a sé.

Osservazioni:
– Camminare è un atto di disequilibrio. L’inizio della camminata è il levare del ginocchio e quest’ultimo corrisponde all’inizio del disequilibrio. Per ritornare nel proprio asse, bisogna fermarsi sui propri piedi.
– Di ogni generatore di spostamento è importante capire dove è la risorsa e la potenzialità per poter sfruttare, elaborare e far evolvere la caduta di peso.

3. Pratica sulle Opposizioni: mettersi a coppie uno di fronte all’altro. Uno propone un gesto e l’altro lo rifà mettendo in atto le opposizioni date dal conduttore. Poi, il più velocemente possibile, si scambia il ruolo. Opposizioni lavorate: grande vs. piccolo, lento vs. veloce, parziale vs. totale, basso vs. alto, davanti vs. dietro.
Ora verbalizzare tutte le possibili opposizioni presenti in natura. Infine, andare nello specifico e analizzare le opposizioni presenti nel tempo, nello spazio e nel costrutto di energia.

Parole chiave: opposizione, difficoltà, strategia

Osservazione: tutte queste sono opposizioni che possono essere molto utili nella composizioni. Le riconosciamo? Le usiamo? Che potenzialità hanno?

PRATICHE DI DAVIDE VALROSSO

1. Pratica compositiva della Croce: immaginare nel corpo due linee (una verticale ed una orizzontale) che lo attraversano e formano una croce. Portare questa croce nello spazio. Da questa immagine e dall’uso delle geometrie spaziali, elaborare una composizione di 5 min. Fatta la composizione, scegliere massimo 1 o 2 qualità sperimentate in questi mesi e introdurle nel proprio pezzo. Poi cercare un titolo e scrivere una sinossi.

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