Hello everybody,
Questo fine maggio / inizio giugno è stato davvero super intenso, ma proviamo a fare un po’ di ordine (o almeno ci provo)!
Io e @Marco siamo arrivati pieni di energie e con tanta voglia di condividere alcune tematiche della ricerca con le nostre compagne.
Stiamo capendo sempre di più quanto sia importante dialogare.
Beh, in effetti lavoriamo in duo proprio perché pensiamo che l’arte nasca dal dialogo.
Sono arrivato a Milano, dopo un periodo frenetico in cui la mia casa è stata principalmente Trenitalia.
In questo periodo ho riflettuto molto sulla nostra nuova ricerca, BAIA.
Ho riflettuto molto sul passato, sul tempo, sul ricordo, sulla nostalgia.
E’ come se non riuscissi a lasciare andare il passato. I ricordi sono così vivi.
Raccontavo di una strada che percorro da vent’anni. Nonostante la conosca da così tanto tempo, mi incanta ogni volta.
In questa strada c’era un vecchio casolare che svettava sul mare, affascinante.
Un giorno, questo casolare è stato buttato giù, ma per me è sempre lì, vivido nel mio ricordo.
Il passato esiste veramente?
Il presente lo vivo costantemente al passato?
Non è per me una questione di ancoramento a un qualcosa che è stato. Forse è più la paura che le cose ci lascino, quelle forse ci fanno comprendere il passato.
Quindi il ricordo, quindi i pensieri, quindi le storie, BAIA
Comunque ….
@Silvi e @Frani ci hanno accompagnato 2 giorni in sala (GRAZIE!) e io e @Marco siamo stati così felici di condividere le nostre pratiche
Butto giù parole e frasi sparse che sono uscite:
Guaina/Respiro – si gonfia e si sgonfia lentamene/zona pelvica – centro molto attivo/densità/anche in chiusura sentire sempre la guaina/densità nell’allungamento della colonna molto interessante.
@Frani dice – tocchi come consistenze, di supporto e chiarimento di quello che accade.
@Silvi dice – sono partita con una tensione interna, il corpo non in appoggio ma già in attivazione interna, capire quale e il grado.
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Poi questo abbiamo incontrato @DanieleAlbanese che dice:
Le regole del tuo lavoro le gestisci tu! – cit
E poi:
Il non sapere è importante di integrarlo con quello che sai.
Integrare pieni vuoti, quello che so, quello che non so.
In un processo c’è la fase di mezzo.
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Una mattina io, @Marco e @Frasantamaria e @Marghe abbiamo fatto lezione di pilates con Silvia, lo ammetto… mi piace così tanto!
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Poi sono arrivati @DanieleNinarello e @StefanoTommasini.
Abbiamo parlato di nostalgia (in quei giorni tra le sale di BASE tra noi si cantava inevitabilmente Nostalgia Nostalgia Canaglia).
Ecco un po’ di appunti sparsi:
La nostalgia non è una malattia da curare ma una forma del desiderio che si può trasformare in una terapia per il disagio del presente
Presente no come costruzione e performatività, ma sottrarre, nella direzione del far tempo presente con quello che c’è, che resta. Non aggiungere.
Sottrarsi alla prestazione del produrre.
Nella società del fare -> spazio di rivendicazione del non fare nulla -> atto politico.
Ci sentiamo in colpa nel non fare nulla.
La nostalgia è una risorsa creativa.
La nostalgia è una risorsa creativa.
Essere nostalgico come politica, non come patologia che impedisce l’azione ma come un effetto generativo capace di emozione che produce azione
Messa in scena dell’assente.

di Alexey Brodovitch
Infine, gli ultimi giorni con @DanieleNinarello abbiamo continuato a lavorare sulle nostre singolarità passando in rassegna anche lo studio di altri artisti.
In conclusione, un’ultima performance istantanea nei bagni del BASE.
(Storta si ma favolosa cit.)
Titoli di coda!
A prestooo
Nick


