Marzo è pazzo” mia nonna diceva cosi.
Effettivamente questo periodo ci è servito a sparigliare un po’ le carte.

Io e Nick ci siamo messi lì, in sala, a percorrere una traiettoria.
Ci siamo
Lanciati e ri-lanciati
Abbiamo
Attraversato e ri-attraversato
Siamo
Caduti e ri-caduti
Siamo
Tornati e ri-tornati

Ma “Marzo è pazzo” come diceva mia nonna. E allora perché non provare in questa prima sessione di ricerca a creare uno scenario pieno di detriti?
Prendiamo cose, depositiamo i corpi, mettiamoci e creiamo un fondale pieno di residui.

In sintesi “Amma fatt n’ Ammisc Francesc” (dal dialetto napoletano: “Abbiamo fatto una mescolanza di cose” ).
Non a caso, per assonanza, in questo periodo abbiamo avuto un grande supporto da Francesca DB.

Tornando a noi, abbiamo mantenuto questo corpo sul fondo per vedere come si spostava e cosa spostava.
Questo è un passaggio necessario per riconfigurare l’idea di ambiente che vorremmo generare.

La sessione si chiude cosi, con coreografie di sedie, cuscini, tappetini, pezzi di corpi e movimenti che scavano ancora più giù.

Qualcosa si è spostato? Qualcosa sta germogliando?

Per questo periodo ci lasciamo con un po’ di peso alla testa, ma con qualcosa che si è smosso.
Io e Nick ci meritiamo un piccolo periodo di vacanza. Torniamo a Napoli a mangiarci una pizza o una frittatina di pasta, che fa bene all’anima.

P.S. vi lascio anche questa canzoncina perfettamente in tema, che un po’ di ritmo non guasta mai.

BACI
Marco

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