19/22 novembre
Questa pagina del diario di bordo è dedicata all’esperienza condotta presso l’Università Cattolica di Milano.
Durante la sessione abbiamo avuto l’occasione collaborare con alcune studentesse dell’Università per la creazione di una performace di 3 ore. Ogni lavoro si è sviluppato in relazione con un’opera della mostra Corpo a Corpo.
Le opera a me assegnate erano A.A.A. Angelica e Thor di Marco Di Giovanni.
Includerò anche delle liste di parole e domande che per me sono state significative ed evocative. Liste di parole da portare con me, intese come “ancore” a cui aggrapparsi per non dimenticare le cose scoperte fatte.
Day 1
Il primo giorno dopo aver fatto la conoscenza di Silvana (la studentessa con cui ho collaborato), ci siamo dedicate all’analisi delle opere e alla raccolta di materiale teorico che ci aiutasse nella costruzione di un vocabolario comune, un bagaglio di informazioni da cui attingere.
Lista di parole che voglio portare con me:
luci e pellicce
indizi
sfumature tra femminile e maschile
limiti
pudore
esteriorità
spazio cangiante
dissolto
blu
Day 2
Nel secondo giorno siamo passate alla pratica attraverso sessioni di lavoro di 20 minuti in cui Silvana ed io ci alternavamo nello svolgimento del task che scriverò qui di seguito. Dalle parole collezionate il giorno prima abbiamo individuato due oggetti da utilizzare durante la performance come strumenti concreti con cui relazionarci. I due oggetti erano lo scotch di carta e una striscia di led luminosi di colore blu.
Task: modificare lo spazio tra le due opere attraverso l’utilizzo dei due oggetti. Mediante tale azione creare limiti e porzioni di spazio complesse attraverso le quali il corpo si doveva destreggiare. Abitare questo spazio per essere ponte tra le due opere.
Alla fine della giornata abbiamo ipotizzato una struttura della performance finale come un’alternanza di due momenti distinti:
A) Cambiamento dello spazio attraverso gli oggetti
B) Lasciare che il corpo reagisse alle variazioni
Day 3
La mattina ho proposto una pratica di allenamento per esplorare, insieme a Silvana, questo meccanismo di “causa ed effetto” che si creava tra la fase A e quella B.
Pratica: camminata in silenzio per gli spazi di tutta l’Università Cattolica mettendo in atto l’alternanza tra modificazione dello spazio, tramite lo scotch, e risposta del corpo a tale cambiamento. Parallelamente notare quali erano i criteri con cui si modificava/sottolineava/limitava lo spazio.
Durata della pratica: 1 ora.
La giornata si è conclusa con dei piccoli filati per prendere familiarità con la struttura della performance.
Day 4
La performance di suddivideva in tre sessioni di 45 minuti di composizione istantanea guidata dal task.
Alla termine di ogni sessione l’istallazione finale veniva lasciata intatta per un 15 minuti e poi essere smantellata. Una volta pulito lo spazio la costruzione ricominciava da capo.
Lista di parole che voglio portare con me:
transito
dialogo interrotto
rendere visibile il vuoto
luogo dell’altro
proiezione
angolo acuto
cellula


