PRATICHE CON MARCO D’AGOSTIN
Pratica della camminata
Ritrovo del gruppo un’ora prima dell’alba, non si può controllare il telefono per alcun motivo. Un leader cammina liberamente per un quarto d’ora (potendo controllare il timer del telefono) e gli altri lo seguono. Non si può parlare con gli altri partecipanti. Allo scadere del proprio turno il leader passa il timer ad un altro partecipante che diventa il nuovo leader. Il gruppo non deve necessariamente restare compatto, ma il leader non dev’essere perso di vista.
Parole chiave: direzione, scelta, risveglio, architettura, persone.
OSSERVAZIONI:
– il centro della città fa da calamita e ti attira inevitabilmente?
– durante il risveglio della città si creano delle “bolle d’aria”, il risveglio non ha lo stesso ritmo in tutta la città
– alcuni hanno prestato più attenzione alle architetture, altri alle persone
Scoperte:
– il risveglio della città è un tempo sospeso, stranamente silenzioso e calmo
Pratica del feedback Lerman
Feedback basato sull’esperienza di Liz Lerman in Critical response process: A metodo for getting useful feedback on anything you make, from dance to dessert creato per aiutare l’artista nel suo processo creativo e di presentazione. Il feedback coinvolge almeno tre partecipanti: il maker, il responder e il facilitatore. Si divide in quattro step:
1. statement of meaning: ogni partecipante può esprimere quello che più lo ha interessato, eccitato sulla base di ciò che ha visto
2. artist as questioner: l’artista fa delle domande ai presenti per comprendere come migliorare il suo lavoro, modificarlo, riaffermare le proprie convinzioni
3. neutral questions: gli spettatori fanno delle domande neutrali, portate da un ragionamento personale, l’artista non è tenuto a rispondere obbligatoriamente
4. opinion time: se l’artista lo vuole gli spettatori possono esprimere delle loro opinioni. Le opinioni sono a carico di chi le dice, non devono essere confuse con dei giudizi.
Abbiamo applicato il metodo allo spettacolo Celeste: Appunti per natura di Raffaella Giordano
Pratica in piazza Duomo
Pratica da svolgere in trio. Il protagonista individua casualmente un passante e lo segue, tenendo il busto sempre nella stessa inclinazione del passante, seguendolo in tutti i luoghi pubblici possibili. Il secondo del gruppo segue il protagonista e prende appunti di ciò che vede considerando entrambi i personaggi davanti a lui. Segue la terza figura del gruppo che ha una visione più ampia e completa del quadro annotando impressioni sull’osservatore, il protagonista e il passante all’interno del paesaggio in cui si trovano.
Regole: ciascun membro del gruppo ha il ruolo di protagonista per venti minuti a rotazione. Il protagonista non deve mai perdere di vista il passante a meno che questo non entri in uno spazio privato, salga su mezzi pubblici o si accorga di essere osservato. Nel caso in cui il protagonista venga palesemente scoperto o perda di vista il passante può cambiare subito il soggetto da seguire e trovare un nuovo passante. Il protagonista e gli altri membri del trio devono cercare di passare il più possibile inosservati.
Parole chiave: obiettivo, visione, attenzione, paesaggio, sistema, anomalia.
OSSERVAZIONI:
– la presenza del quaderno per gli appunti mi metteva in risalto, destava curiosità fra la gente
– la mimesi ha acquisito un ruolo preponderante durante la pratica
– avendo subito diverse distrazioni esterne ho seguito molti passanti senza riuscire ad affezionarmi veramente a nessuno di loro
– che cosa compone una scena? Quale ruolo hanno i personaggi all’interno di una scena?
Pratica dello spettatore
La pratica si compone di un trio. C’è un protagonista che ha a disposizione lo spazio della sala, uno spettatore e un osservatore esterno alla scena. Il protagonista agisce nello spazio muovendosi per lo spettatore, dedicandogli la sua azione. Quando lo spettatore percepisce che è il momento giusto interagisce attivamente con il protagonista, prendendo il suo posto. Il protagonista diventa osservatore mentre l’osservatore diventa spettatore.
Parole chiave: contatto, occhi, linguaggio.
Pratica della spirale II
Come la prima volta ci si dispone su due file, ciascuno pone l’attenzione sui tre livelli di sguardo introspettivo, relazione con gli altri della stessa fila e il paesaggio esterno formato dalla fila di fronte. Questa volta il movimento iniziale interessa solo la testa, che si volta da destra a sinistra. Quando lo vuole il conduttore della pratica dà la possibilità ai movers di introdurre un elemento anomalo nella pratica, ma che non distrugga il sistema creato dal dialogo creatosi. L’ultimo passaggio prevede che ciascun mover possa rompere lo schema del sistema muovendosi per far emergere la propria individualità. In conclusione le due file rompono completamente il sistema.
Parole chiave: dialogo, anomalia, sistema, durata.
Osservazioni:
– la consequenzialità dei movimenti era possibile mettendo da parte le proprie individualità
– il paesaggio per me era poco presente, appariva solo a tratti ma non ne percepivo la presenza
Pratica dello sparo II
Una persona fissa l’altra caricando lo “sparo”. Raggiunto il livello massimo di carica viene sparato il colpo, dove l’energia viene liberata il più forte possibile fino al suo esaurimento. Si ripete la pratica ma invece di lasciar esaurire l’energia dello sparo la si recupera mentre questa diminuisce riportandola al livello massimo. Invece di caricare l’energia protendendosi in avanti si prova a lasciare il corpo in uno stato neutro, a completa disposizione dell’energia nel momento dello sparo.
OSSERVAZIONI:
– il mio sguardo passava dal fissare gli occhi del bersaglio ai vari dettagli che gli stavano intorno
– come si pone il corpo ideale per uno sparo più efficiente?
PRATICHE CON DAVIDE VALROSSO
Come creare una modalità di feedback perfetta?
Raccogliendo le esperienze di feedback provate finora abbiamo cercato di creare un nuovo sistema di risposta alla presentazione dei nostri lavori.
Abbiamo definito cinque passaggi:
1. parole random
2. qual è il nucleo del lavoro? (per lo spettatore)
3. se fossi…(riferito all’artista)/in qualità di…
4. opinion time
5. massimo tre parole scritte da lasciare all’artista
Pratica dell’architettura
– Prima fase: la relazione fra me e l’architettura
Come mi relaziono con l’architettura che mi circonda?
OSSERVAZIONI:
l’architettura è un corpo che delimita una sezione di spazio utilizzando le grandezze lineari di altezza, lunghezza e larghezza. L’architettura crea dunque del volume al suo interno. Il corpo umano risponde alla stessa definizione di architettura? Se si, come si relaziona il mio corpo con il volume creato dall’architettura di una stanza?
– Seconda fase: la relazione fra me, l’architettura e altri corpi. Se immaginiamo la sala come un piano sorretto da un volume posto centrale sotto di questo, come useremo lo spazio per mantenere il piano in equilibrio?
Tutti condividono lo spazio tranne una persona che a rotazione sta fuori, prende appunti e li condivide con gli altri alla fine del proprio turno.
OSSERVAZIONI:
– la relazione con gli altri nello spazio ha creato interazioni e modifiche ai miei spostamenti
– la lettura degli appunti mi ha aiutato a provare elementi nuovi nelle varie fasi della pratica
– i corpi e l’architettura si modellano e influenzano vicendevolmente


