diario di bordo 2018-2021

PICCOLI CAMPI ASPIRANO A GRANDI ORIZZONTI- ECOISMI Maggio 2019

By 8 Dicembre 2019Luglio 7th, 2020No Comments

PICCOLI CAMPI ASPIRANO A GRANDI ORIZZONTI

è la frase dietro la quale mi sento di riassumere questi dodici giorni di residenza,
immersi nel dialogo tra luce, acqua e paesaggio ognuno di noi è stato chiamato a realizzare un piccolo lavoro coreografico che potesse relazionarsi non solo alla realtà paesaggistica locale, ma anche al lavoro di altri artisti che per questa edizione di Ecoismi hanno realizzato opere di Land art. Una sfida, un esercizio dove gesto e materia tentano ognuno col propio linguaggio di convergere, trovarsi, abbracciarsi all’interno di una cornice come quella del parco davvero magica.
Lavorare out-door, en plein air, coi piedi nel fango, la testa nei formicai, e il corpo smarrito tra le vagabonde non è semplice.
La pressione vacillante di un suolo che ( a differenza di un triste e nero lineolum ) ci parla,
spesso urla nelle profondità delle sue buche, l’udito lo sento appena, ma i piedi lo sanno
quanto generose siano le sue nicchie, dove possiamo sprofondare o allenarci ad utilizzare come ostacoli buoni.
Quello che più rimane di questo stare- nel pieno dell’aria è la sensazione di comunità, di cooperazione tra il nostro corpo e l’ambiente costituito da micro-elementi, micro-corpi
che incessantemente si muovono,
i lombrichi nel humus,
la neve dei pioppi,
i gamberetti di fiume,
tutto si muove ed è mosso allo stesso tempo, ma nello con-tatto tra un movimento e un altro, in relazione, li C’EST LA DANSE!

RICHARD’S LONG CHILDREN
è un omaggio al lavoro dell’artista Britannico RIchard Long, massimo esponente del movimento artistico Land Art in Italia Arte Ambientale, che nel 1967 realizza A LINE MADE BY WALKING un’opera rivoluzionaria che pone al centro dello studio artistico, non più un prodotto fatto e finito ma un’ azione, un esperienza che si manifesta tramite una forma. Il camminare si trasforma in una forma di arte autonoma che rende omaggio alle forze della natura. ” Iniziai a camminare nella natura, usando materiali come l’erba e l’acqua, e ciò sviluppò in me l’idea di fare scultura camminando. Il camminare stesso ha una sua storia culturale, dai pellegrini ai poeti erranti giapponesi, ai romantici inglesi fino agli escursionisti contemporanei (….) La mia intenzione era di fare una nuova arte che corrispondesse, al tempo stesso, ad un nuovo modo di camminare: il camminare come arte. Ogni percorso, sebbene non fosse definito concettualmente, realizzava una particolare idea. Il camminare, mi fornì un mezzo ideale per esplorare le relazioni tra il tempo, le distanze, la geografia e le misure.” Partendo da questi studi e avendo in cuor mio un grande amore per la ricerca artistica portata avanti da Long, ho realizzato un opera corale, con l’intento di restituire agli osservatori e al paesaggio dei segni visibili, fisicamente riconducibili ai moti centripeti e centrifughi dell’asse terrestre, che potessero suggerire l’importanza del sentimento dell’UNISONO non solo tra umano e umano ma tra Umano e Humus.

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