01/09-10/09/2018 Sessione con Marco D’Agostin, Daniele Ninarello e Davide Valrosso
“…seguire l’impulso prima, dato dal contatto, ascoltare
il punto e reagire allo stimolo nella direzione…
le piante dei piedi come galassie.”
Marco D’Agostin:
-Archeological Body:
Pratica a coppie (A=archeologo, R=reperto). A si relaziona ad R come un architetto, un archeologo, un ingegnere, insomma uno studioso che approccia a diverse distanze e in diversi modi il suo prezioso reperto e lo studia. R è invece il fossile, il reperto antico e rivelatore, che muovendosi attraversa ogni secolo di storia di ogni granello di sabbia/polvere.
“Fossili, deserto, saggio, antico, polvere, reperti, semplicità, studio delle pieghe, ricordo, antenati, ere storiche, polveri dei corpo, dettaglio, sotto l’occhio attento di un ciclope, sguardo…racconto dell’immaginario interiore, senza affezione, ma condizioni, stati luoghi invisibili attraverso cui il corpo si trasforma”
Ossevazioni: “Trovare, abbandonare, ritrovare, lasciare andare, lasciare accadere, scoprire…il corpo è spesso, è denso, impolverato, pieno di sabbia da tutto il mondo sgretolato nel tempo, ricoperto, sotterrato, sorprendentemente terso, saggio, antico e senza incertezze.”
Daniele Ninarello:
-Corpo Prismatico: “ripetizione e attesa, invasione e alchimia, opposti e opposizioni, discorso e incontro…corpo invisibile…”
Impulsi nel corpo (necessità, bisogni)
Quattro pareti su cui poggia il corpo
Interno – spazio aulico/prossimo – fuori/esterno
Alfabeto/scrittura/relazione/dialogo tra un interiore e un’esteriore (qualificare, rendere visibile/leggibile)
Osservazioni: “Proiettare elementi del corpo nello spazio o prendere e mettere nello spazio emozioni, pensieri, ricordi, momenti, trascorsi, passati che abitano il corpo?”
Davide Valrosso:
-Spirale (origine-negoziazione-intuito):
Pratica a coppie basata sull’osservazione e la relazione con l’altro.
Trasmissione, accumulo, accordo invisibile, incremento, movimento, ascolto, negoziazione, selezione
La relazione non è essere simili insieme
Tentativi di pratiche:
*Corpo e/im-merso:
a muovere il corpo sollevo, spingo e agito il fluido denso che mi circonda. Non c’è visibilità, lo sguardo è aperto ma non è il mezzo attraverso cui arriviamo all’esterno, l’occhio aperto non vede. La sola percezione è tattile. L’obiettivo, data la densità del liquido/atmosfera, è conquistare a mano a mano l’aria dell’ambiente esterno a questo “mare”. La superficie ci da respiro e libertà motoria, ma solo per attimi, prima di sprofondare
Coreographer, mover, movement-maker, author?:
“Nominare continuamente ciò che si fa e si vive.”
Tullia: Elastico, immagine, estetica (pericolo, inaspettato)
Martina: Bianco, trasparente, paura di far male alle cose: ” mi piacerebbe far parte di tutti quegli oggetti rotti e cercare di salvarli” (persistenza)
Quando un oggetto non serve più?
Lorenzo M: “…guardarmi più dentro, anziché darmi agli altri…”
Preoccupazioni, bisogno di chiarezza (approccio al lavoro o materia del lavoro?)
Elena: “Semi”
Quello che rimane dopo tutti i ricordi
Gabbia come struttura semi-chiusa (“un corpo che si destreggia tra le regole di un gioco”)
Cecilia: “partire dal corpo” –> corpo come insieme di immagini?
Associazioni visive –> diapositive(?) “…il modo in cui si sviluppano, accadono le cose…”
Lorenzo de S: Empatia (Hoffman)
“Gesto semantico”: ogni gesto ha valore comunicativo
“Come sollecitare un qualcosa che io scelgo in chi mi guarda?”
Giorgia: “Spazio: prima cosa con cui mi relaziono…”
Il gruppo
Luce: la luce è spazio.
Giacomo: “Tramite/mezzo”
Empatia: l’uomo attribuisce bellezza alle forme nelle quali riesce a trasferire o proiettare il proprio senso vitale.
Elemento naturale/spirituale –> “Il sogno della Montagna si compie nell’Aria”
Rituale, tribale, evocativo –> “La mente viva brucia nel corpo e ne sprigiona l’ardore, l’ardire, l’ardere…”


