2/7 OTTOBRE 2018

Riporterò qui sotto alcuni pensieri riguardanti la settimana di studio condotta con Matteo De Blasio, dividendoli in quelli dedicati alla pratica di Matteo e quelli riguardanti le pratiche proposte dai miei colleghi.

Includerò anche delle liste di parole e domande che per me sono state significative ed evocative.
Liste di parole da portare con me, intese come “ancore” a cui aggrapparsi per non dimenticare le cose scoperte fatte.

Pratica di Matteo De Blasio: l’inorganico
Matteo ha condiviso con noi alcune fasi della sua attuale ricerca che vede come protagonista la materia inorganica e il rapporto creativo che può scaturire dall’incontro con essa.
Appoggiandosi ad una bibliografia che include testi come “Vibrant Matter: A Political Ecology of Things” e “Contra-Sexual Manifesto” ci siamo addentrati in una serie di proposte per sperimentare uno shift di visione sull’ambiente esterno in cui eravamo immersi. Aprire un dialogo tra i nostri corpi e oggetti inorganici cercando di livellare lo scarto tra l’agire e l’essere agiti.

Lista di parole che voglio portare con me:
Che domanda sta al centro della mia ricerca?
vibrazione della materia
cos’è indistruttibile?
tutto ciò che passa attraverso
soggetto e oggetto
trovare il piacere di perdersi
una tattilità che osserva
movimento primario
l’inorganico che parla
un oggetto è materia, il corpo è materia, la materia è materia
la censura del significante
plasticità della sessualità
un prontuario di azioni per oggetti
zone erogene ridistribuite
patto intrinseco
corpi ridistribuiti

 

Pratica di Lorenzo M.: L’idillio
Il task corporeo consisteva nel scegliere un movimento semplice e ripetitivo da protrarre nel tempo nel tentativo di calarsi in uno stato introspettivo, quasi meditativo. Un altro layer della consegna ci spingeva ad osservare l’eventualità che emergessero immagini e paesaggi legati alla natura.
Lista:
appoggiarsi ad un paesaggio interno
anatomia dei corpi e degli ambienti
tempo di lusso
meridiano del cuore

 

Pratica di Giovanni: Un corpo in relazione all’acqua
Pratica guidata basata sull’immagine di calare/immergere il corpo all’interno di un acquario che lentamente si riempie acqua. Si è posto il focus su come questo immaginario può nutrire la qualità di movimento del singolo e le dinamiche di gruppo.
Lista:
passaggio graduale tra realtà e immaginazione
densità della materia
pesci diversi

 

Pratica di Giacomo: La pratica del deserto
Pratica condotta attraverso delle immagini come quelle della sabbia spostata dal vento e del deserto. Viaggio da una dimensione di gruppo alla singolarità caratteristica di ognuno.
Lista:
natura narrativa della proposta
dinamiche imprevedibili
realtà temporanea

 

La mia pratica: Permafrost
Permafrost è una pratica sulla memoria. Al centro dell’indagine si colloca il ricordo e la sua controparte, la dimenticanza. Entrambe vengono riconosciute come chiavi d’accesso per richiamare momenti e situazioni che il corpo ha già attraversato.
La proposta si sviluppa nel tentativo di condurre questa piccola comunità attraverso un viaggio mnemonico sulla linea temporale facendo affiorare sia ricordi nitidi che sfocati, riconoscendo che qualcosa a volte manca. Come informano il corpo queste informazioni?
Lista:
1990, 1998, 2001, 2010, 2018
2004: anno sorpresa
è solo ciò che ricordiamo che determina chi siamo nel presente?
che cosa resta congelato sotto la superficie della memoria?
la ricerca paradossale della dimenticanza
scanner corporeo
task impossibili
è una pratica di preparazione?
stare nella possibilità di fallire
lasciare andare

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