Lavoro in sala da sola per SWYAWYA:

 

Isometria: andare avanti guardando indietro. Non modificare la lunghezza dei muscoli. Essere geometrici, simmetrici, spinti, spostati, resistere allo spostamento.

Spazio: Quando guardo lo spazio circostante fuori da me, mi accorgo che per prima cosa l’attenzione si sposta sui solidi. I pieni.  Cosa c’è?

Lista 1:

Le superfici lisce dei tavoli bianchi

La televisione a tanti pollici attaccata alla parete

le prese

le sedie di vari grigi

il rumore delle voci sopra che forano il muro dalla stanza accanto

le crepe del pavimento

NOMINARE TUTTO – TOCCARE TUTTO.

Ogni cosa osservata assume la determinatezza che ha perché entra nel mio campo visivo, come Francesca, che è appena entrata dalla porta e mi ha sorpresa.

Cosa c’è da un’altra parte/immaginazione/ proprietà dell’oggetto/descrizione poetica:

Lista 2:

La distesa di ghiaccio e neve su cui scivolare

l’aggancio elettrico

Il respiro tra le superfici

i cieli opachi a strati spessi

il buco attraverso il muro che divide e crea relazione: io – altri

il rigagnolo d’acqua che spacca il pavimento con direzioni multiple

 

CODIFICAZIONE:

Diversi modi per toccare – nominare:

prossimità

distanza

forma – riproduzione bidimensionale

gioco dei volumi

temperatura

associazione immediata – uso della memoria – recuperare da dietro

poiesi poetica – raggiungere proiettando

 

OSMOSI:

Stare nel crocevia delle forze e raccogliere immediatamente.

Scambiare.

 

CREAZIONE DI UNA MAPPA:

raccogliere i codici e metterli in successione lineare – rewind

spazializzare le parole

scrivere su un foglio

disegnare su un foglio (foglio //spazio)

ripartire dalla mappa per scrivere e collegare i punti all’interno di un testo

ripartire dalla mappa per scrivere e collegare i punti attraverso il movimento.

Cosa mi muove?

 

***

 

ESERCIZIO COREOGRAFICO (D.N) :

Individuazione di un tema:

  1. Da dove proviene?
  2.  Qual è la mia visione?
  3. Individuazione di un’azione – intuizione
  4.  task
  5. score

Tematica di partenza – Apertura.

Nasce dalla necessità di trovare un contatto/equilibrio col mondo e liberarsi (senza fare differenza tra dentro e fuori).

È legato impellentemente a quello che è appena accaduto.

Visione 1 – Aprire la finestra

Questo mi ha rimandato a “precipitare”.

Da qui è arrivata la seconda visione di un corpo che precipita per sempre, ma non può atterrare mai.

Mi ha riportata alla differenza tra cadere e precipitare che tempo fa avevo scritto in una poesia.
Il cadere è attaccato alla terra, guarda giù, il precipitare non ha incontra mai un limite, va verso l’alto.

L’apertura, e quindi la liberazione, il passaggio dal precipitare al cadere sta nella decisione di togliersi “le scarpe”.

 

 

 

 

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