Kae Tempest tocca le viscere. Kae Tempest scrive, parla, canta e performa, fa tutto questo insieme.

 Dare voce a quello che vedo nel momento in cui lo sto vedendo, integrare l’informazione dallo sguardo alla parola.

Come fanno i bambini seduti dietro in macchina col finestrino spalancato e il vento in faccia: nominano tutto quello che vedono per conoscere il mondo e orientarsi.

Inserisco nel mio lavoro la descrizione vocale che viene registrata su un vecchio registratorino del 2000 che mio cugino usava all’università quando ancora aveva in mente di farla. Non è una scelta artistica, ma economica per il momento.

Comincio però a intravedere la possibilità che questo lavoro assuma una declinazione del tutto uditiva, per un pubblico di persone ipovedenti.

Imparare a descrivere è un atto di generosità verso chi non c’era.

 

 

William Kentridge

William Kentridge 

*

Nominare e toccare.

Nominare è toccare.

Toccare è amare.

Nominare è amare.

Amare è toccare e nominare.

Nominare è toccare e amare.

Toccare è amare e nominare.

Nominare amore è toccare il mare.

Nominare :

dedica d’amore agli oggetti;

scoprire il mondo per la prima volta;

Associazioni – scoprire le cose di nuovo, sulla base di una memoria;

Chiedersi attivamente quali siano le proprietà dell’oggetto e andare oltre l’uso dell’oggetto.

Elogiare l’inutile in quanto sacro.

Nella pratica:

esercizio 1. cammino, sguardo aperto, visione periferica- restrizione del campo, focus specifico. Compio una scelta, mi avvicino all’oggetto. In che modo?

ASSOCIATIVO

EMOTIVO

FISICO – delle proprietà fisiche: volume, temperatura, colore…

 

Toccare:

Sfiorare ,premere, grattare, strappare, leccare, mordere, baciare , annusare , accarezzare ,guardare ,danzare con ,appoggiarsi a ,arrampicarsi su , appendersi a ,sdraiarsi, sostare con, sedersi, darsi, pesare, bussare, pizzicare, pestare, calpestare, afferrare…mantenere una distanza per costruire intimità.

Nuove parole chiave importantissime venute da una conversazione con Silvia: affettivo ed estrattivo – qui dentro c’è un mondo nuovo da scoprire che tocca i campi dell’ecologia, della filosofia e dell’antropologia!

Chiaro! Posso riorientarmi solo se prima accetto la possibilità del disorientamento.

Navicella Spaziale BASE/Milano- Stromboli:

Se un palo si trova ad esser piantato accanto a una palma

o una palma a crescere vicina a un palo,

io che ci passo in mezzo, posso scegliere per un istante di spostarmi nel linguaggio,

di essere Palo-ma.

WK

                                              William Kentridge

 

In questa fase di Incubatore è emerso molto chiaramente che il mio lavoro si compone di una serie di pratiche che non servono solo a me per costruire una performance, ma sono pratiche che vanno condivise in un contesto di gruppo. Essere all’interno di Incubatore mi ha dato la possibilità di proporre queste pratiche ai miei collegh* e di poter raccogliere dei feedback da parte loro per poter lavorare sulla trasmissibilità di tali pratiche. La mia ricerca infatti non è solo una ricerca personale. Mi sembra di star forgiando delle chiavi per aprire degli spazi di discussione, di esperienza e di creazione che vanno al di là delle logiche di produttività, anzi, in un certo senso, vanno anche contro. Per questo è mia intenzione iniziare da qui a condividere queste pratiche in formati di workshop aperti anche a persone esterne.

  1. body mapping: scanner interno. Mi conosco da fuori. Sono un corpo. Ho un corpo: paradosso che porta alla produzione creativa di materiale e al rinnovamento del contatto con la propria danza.
  2. abbiamo attraversato lo spazio dal tocco fisico al tocco verbale: pratiche di contatto a coppie. Per esempio: dico collo. Tocco il collo del partner. Lavoro sull’intenzione. Cosa cambia?
  3. Depositare Immagini nell’altr*:  il corpo dell’altra persona diventa la mia fonte di ispirazione da cui partire per attivare processi di associazione e di memoria. Attraverso la parola restituisco alla persona le immagini che si sono create nella mia immaginazione. Lei si muoverà a partire da tali immagini. è un gioco di specchi e di relazione.
  4.  Costruire una mappa nello spazio : come attraverso lo spazio passando attraverso sempre gli stessi punti ? Cosa cambia nella ripetizione? Come genero memoria? In che modo invece si fa largo l’oblio?
  5.  Pratiche di scrittura a partire dagli spazi aperti in precedenza dal movimento…

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